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La nostra società ha il culto del talento, e molti pensano che avere un'intelligenza superiore sia una strada sicura per riuscire. Genitori e ragazzi che la pensano così sviluppano un'idea dell'intelligenza come qualcosa di innato e immutabile, per cui lo sforzo di imparare è molto meno importante che essere (o apparire) intelligenti. Oltre trent'anni di ricerche indicano invece che chi punta troppo su intelligenza e talento è vulnerabile ai fallimenti, timoroso delle sfide e restio a migliorare i propri punti deboli.

Indirizziamo i giovani a puntare più sull’impegno che sulla propria intelligenza, per riuscire meglio nella scuola e nella vita.

 

Fonte: Carol S. Dweck, Le Scienze

Ieri sera finalmente il tanto atteso “Ballarò”.

Mi siedo sul divano, prendo il telecomando e punto decisamente la pupilla elettronica dell’aggeggio verso il televisore come volessi parlare al genio della lampada ordinandogli di esaudire il mio ultimo desiderio, quello di regalarmi una mezz’ora di meritata tranquillità.

D’improvviso, eccola, si siede a qualche metro di distanza, sulla poltrona davanti, la “battagliera”, alias Emanuela che mi dice: “Che dici, lo iscriviamo Stefano in piscina almeno per tre mesi?”.

 

Adolescenti ammutoliti dalla vergogna che non raccontano l’incubo della loro prigionia in un corpo inaccettabile, mentre inseguono la bellezza inaccessibile
I genitori possono mitigare il danno arrecato ai loro figli da ideali crudeli di bellezza, di magrezza, di virilità, di successo sociale. Possono facilitare la scoperta della bellezza autentica, valorizzando le possibilità di successo sociale e sentimentale dei figli, ottenuto grazie alla bravura e alla competenza.
I ragazzi in crisi sanno che, nonostante tutto, è importante essere intelligenti, buoni e bravi nel proprio lavoro, ma devono fare i conti con il contesto socioculturale che li influenza istigandoli a inseguire ideali estetici in un contesto generale di catastrofe dei valori etici.

Gustavo Pietropolli Charmet,Corriere della sera, 17.11.13

Un buon discorso deve contenere un’idea, un sentimento e un’immagine.
Inoltre deve essere essenziale: «Compendia il tuo discorso. Molte cose in poche parole » (Sir 32,8).

Se c’è fiducia e desiderio di volersi bene, la maggior parte delle situazioni è riparabile. Se si punta sull’amore reciproco, si utilizza tutto, non si butta via niente di quello che accade in famiglia; tutto serve per imparare in continuazione e per affinarsi nella relazione reciproca

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Venerdì, 15/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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