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Noi italiani mammoni, in fondo, lo sappiamo da sempre: la miglior difesa contro lo stress? Sono le coccole di colei che ci ha messo al mondo. A confermarlo, ora, è anche la scienza - e anzi, guarda caso, una ricerca italiana -. Secondo uno studio dell’Irccs E. Medea di Bosisio Parini (Lecco), svolta con Università inglesi e pubblicata su una rivista internazionale di settore, una mamma premurosa nei confronti del proprio piccolo in difficoltà lo aiuta ad alleviare brutte tensioni. E se il bambino è predisposto geneticamente a sviluppare ansia, le attenzioni della madre contrastano il sorgere di condizioni pericolose. Per dimostrarlo, i ricercatori hanno per esempio misurato i livelli di sostanze associate allo stress nella saliva di 100 bebé, notando tra l'altro che la situazione peggiorava dopo brevi momenti di separazione del bambino dalla madre.

da Avvenire

Fate un bel sorriso…! Naturali, siate naturali… Ma chi fotografa non ottiene quello che vorrebbe. Sorrisi tirati, facce contratte, pose strane. Sorridere per comando? E come si fa. E come posso essere naturale se…me lo ordini?
E’ meglio far sorridere veramente chi sta in posa. “Qual è il tuo cartone preferito” chiede la fotografa alla bambina. “Biancaneve!”, risponde la bambina sorridendo, e click, la foto.
Versi strani, toni di voce comici, qualche battuta simpatica, un po’ di ironia, imitare gli animali. E il gruppetto ride veramente e si rilassa. Click, ecco la foto!

Non solo parlarsi, ma anche scriversi, bigliettini, post it, cartoline, esclamazioni, apprezzamenti su un vestito o un cibo gustato insieme, un ringraziamento per una festa ben riuscita. Quante cose buone nella vita famigliare si possono sottolineare con brevi scritti! Inoltre ci si abitua a usare (e a non abbandonare) la scrittura a mano, in questa nostra epoca di messaggi e parole telematiche, che esprime noi stessi e la nostra personalità, in modo unico. E i bambini sono invogliati a praticarla e a trarne soddisfazione: questo biglietto l’ho scritto io, con la mia mano, e il disegno l’ho inventato io.

Lasciare appeso in evidenza un disegno o uno scritto o una filastrocca inventata dal piccolo è un bel premio per lui e un incoraggiamento per continuare a creare e a inventare.
 

Che cosa provate se qualcuno vi dice questa frase? Molto probabilmente vi sentite meglio, incoraggiati a proseguire la conversazione. Mi sta ascoltando! E lo fa volentieri!, pensate.
Provatelo con gli altri. Attenzione, però: l’interesse deve essere autentico, nascere dal cuore. E se l’interesse non c’è? Iniziare a orientare di più verso l’altro l’atteggiamento interiore di accoglienza e ascolto. Un po’ alla volta scopriremo l’interessante che c’è in ognuno.

Teniamo in casa una scatola, che funziona da salvadanaio di ricordi, in cui ogni componente può inserire biglietti scritti da lui, o anche piccoli e semplici documenti di vita vissuta che sono significativi per la storia familiare: ritagli di giornale, biglietti del treno, pubblicità ricevute, programmi di spettacoli cui si è assistito, annunci di nozze. Ogni tanto la famiglia si può riunire e svuotare la scatola, guardando e commentando tutti insieme il contenuto accumulato negli ultimi mesi. (Duccio Demetrio, professore di filosofia dell’educazione e della narrazione all’università Bicocca di Milano).

 

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Venerdì, 20/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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