Articoli filtrati per data: Novembre 2014
Sabato, 29 Novembre 2014 14:43

Buone abitudini alimentari in famiglia

Chi l’ha detto che in inverno bisogna bere di meno? Anche se fuori nevica il nostro corpo ha sempre bisogno di acqua. Come potrebbe andare avanti un motore senza olio e benzina? L’acqua per noi è molto di più. Le nostre cellule sono fatte in buona parte di acqua, che consente il trasporto delle sostanze nutritive e lo scambio di informazioni. Basta così poco per fare del bene al nostro corpo senza grandi rinunce. Solo due bicchieri di acqua sia a pranzo che a cena (o anche altre bibite) dice l’endocrinologo Maurizio Lucarelli (Società nazionale di aggiornamento di medicina in famiglia). Il pasto è infatti il momento in cui è più facile ricordarsi di bere. Le conseguenze positive sono tante. Il cuore funziona meglio e la pressione arteriosa tende verso i giusti livelli. L’acqua aiuta a combattere la stitichezza, contiene calcio per le ossa, ma forse non tutti sanno che ha persino effetti simili a quelli della caffeina. Se siamo ben idratati il sangue che arriva al cervello è più ricco di ossigeno, e perciò siamo più vigili. Basta il 2 per cento di acqua in meno nel peso corporeo perché la concentrazione scenda. Oltre il due per cento e anche la memoria a breve termine funziona peggio. Ma attenzione, dice il Dott. Lucarelli, chi ha scompensi cardiaci e insufficienza renale deve bere meno ed è meglio che concordi la giusta misura con il medico.

Andrea Lugoboni

Fonte: Mauro Miserendino, Misuriamo la nostra sete. Ecco perché è importante bere la giusta quantità d’acqua, BenEssere, Agosto 2014

 

 

Pubblicato in Famiglia eco solidale

Quando Leonardo, dopo nove ore di ufficio torna a casa è distrutto. A volte è così rimbambito che a cena quasi fa fatica a sostenere un dialogo. Ma c’è una cosa che neanche se lavorasse in miniera si dimenticherebbe di fare: leggere una storia a suo figlio prima di andare a dormire. Mirco ha quattro anni, ma già fa i capricci perché non vuole andare a nanna. Solo con una favola raccontata da papà accetta di filare nel lettino, dove rimane con gli occhi spalancati a sognare fate, gnomi e principesse. E papà continua a leggere sbadigliando un po’. 

Che si tratti dei film hollywoodiani o delle fiabe per bambini, le storie hanno una forza straordinaria. Chiunque può riconoscersi nei sentimenti o nelle vicende di un personaggio, e così può capire di più la propria vita e le proprie esperienze, magari aprendo nuovi orizzonti o possibilità sconosciute prima. Jerry Webster, un insegnante della scuola primaria, ha provato a sperimentare il potere delle storie per far crescere e educare i suoi piccoli alunni. I risultati sono stati super positivi. Un bambino, John, non voleva per esempio rientrare in classe dopo la ricreazione. Ogni volta capricci, non ne voleva sapere di lasciare i giochi. Allora il maestro Jerry ha costruito con immagini, fotografie e cartelloni una storia in cui il protagonista era John stesso. Gli avvenimenti riguardavano una giornata scolastica e includevano la ricreazione. L’ultima scena rappresenta la classe del bambino che torna in aula dopo la ricreazione, la didascalia dice: la classe di John dopo la ricreazione torna in aula, i bambini fanno puzzle, oppure partecipano a giochi di gruppo. La storia è piaciuta a John, che l’ha letta e riletta. Da quel giorno i capricci sono scomparsi. L’esperienza del maestro Jerry Webster ha un significato: non di sola pastasciutta si cresce un bambino, ma anche di belle storie.
 

Andrea Lugoboni

 Fonte: Jerry  Webster, Social Narratives for Social Skills Training, nel sito About.com, Special education

 

Pubblicato in I più piccoli
Martedì, 25 Novembre 2014 18:44

Libertà

 

Lavorate come se non aveste bisogno di danaro. 
Amate come se non foste mai stati feriti, 
Danzate come se nessuno stesse a guardare, 
Cantate come se nessuno stesse a sentire, 
Vivete come se in terra ci fosse il paradiso.

Pubblicato in Frasi da ricordare
Martedì, 25 Novembre 2014 18:37

Vittorio (17 anni) aspetta un figlio da Luana

Mi piace raccontare restando ogni giorno il più possibile collegato al contesto che mi circonda e che rappresenta lo scenario in cui nasce la vita.
Vittorio ha 17 anni e da sempre vive nella borgata di Ponte Mammolo a Casal De’ Pazzi – Roma -, ai confini di un mondo dove i poeti non crescono più.
Così inizia il testo di una canzone di un famoso cantante che continua dicendo: “Genziane rosa affogate nel fango. L’incanto eterno, amori di una gioventù resa impudica dall’ipocrisia. 

Educhiamo i nostri ragazzi a cercare la persona giusta, anche se sono ancora giovani. Ci sono in giro infatti troppi giovani del tipo «tutto intorno a me». 

La difficoltà è che, negli ambienti che di solito frequentano i nostri figli, questi coetanei egocentrici non sono affatto grezzi e ridicoli. Gli amici dei nostri figli sono spesso centrati su se stessi, ma hanno modi raffinati. Fanno parte magari di gruppi cattolici. Scrivono post edificanti su facebook. Partecipano a manifestazioni pubbliche encomiabili.

Il problema è che tutte queste cose buone sono ancora compatibili con il «tutto intorno a me» e non garantiscono l’altruismo, l’uscire da sé, il dono di sé.

Insegniamolo ai giovani: la persona «donata» si nota quando, una volta e un'altra ancora, fa cose utili per gli altri senza trarne alcun vantaggio. Quando accetta di spendere il suo tempo in cose da cui non trarrà riconoscimenti. Quando rinuncia a cose che le piacciono per il bene di un'altra persona. Quando non sceglie gli amici per un ben calcolato «do ut des».

Questo è il coniuge veramente «attraente» che i nostri figli devono cercare.

Di una «avvenenza» che durerà tutta la vita.

 
Aurelio Romano

https://www.facebook.com/groups/279929062185139

Martedì, 11 Novembre 2014 11:11

In famiglia riposo e amore

Spesso succede che la famiglia non sia come dovrebbe il luogo in cui diamo il meglio di noi stessi. 
Questo forse capita di più ai figli adolescenti, ma nemmeno i genitori ne sono esenti, oserei dire soprattutto noi papà. Si è sopportato con il sorriso il capo ufficio pieno di richieste a volte un po' assurde, il collega logorroico, il cliente acidulo, e poi non si sopporta la moglie che fa presenti alcune necessità della casa non ancora risolte. Quindi attenzione a dire che la casa è il luogo del riposo, se c'è il rischio di confondere riposo e annichilimento. E' il luogo del riposo in un impegno diverso e più importante.

Aurelio Romano

https://www.facebook.com/groups/279929062185139/

Pubblicato in IDEA! Consigli pratici

Sentirsi dire un no secco dal figlio, trovarsi di fronte a una scenata capita a tutti i genitori. E allora, che fare? Lasciarsi prendere dalla rabbia oppure cedere ai capricci? Esiste una terza possibilità tra lassismo e punizione. Tutto si gioca sul governare le nostre emozioni e rimanere connessi con quelle del bambino. Messi a confronto con un comportamento aggressivo del figlio o a una risposta maleducata, ci sentiamo a disagio e irritati. Ma se il bambino non sa dominare le sue reazioni, gli adulti devono dimostrarsi padroni di sé. Come possiamo chiedere a un bimbo di controllarsi se noi per primi non sappiamo gestire il nostro mondo interiore e le nostre reazioni?

Pubblicato in I più piccoli
Martedì, 11 Novembre 2014 10:51

Felicità qui e ora

Le persone felici sono rivolte al presente, investono di più nel presente e sembrano trarre il massimo piacere dalle opportunità quotidiane: la felicità si incontra più facilmente nel “qui e ora” che nel “poi”.

Gian Franco Goldwurm

Pubblicato in Frasi da ricordare

Lunedì, 11/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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