Relazioni e conflitti

Dinamiche relazionali e conflitti

Eccomi a voi per un -spero- proficuo e prolungato scambio di informazioni ed esperienze su un tema di grande attualità: il conflitto. La parola stessa può indurre in molti una certa repulsione, se non un netto rifiuto. Perché trattare il conflitto dalle pagine di un sito dedicato al dialogo in famiglia, quando vorremmo con tutte le nostre forze chiudere fuori dalla porta delle nostre case le turbolenze relazionali, le sofferenze che ci derivano da scontri maldestri e improduttivi? In questa rubrica andremo scoprendo insieme, a piccoli passi, le poliedriche sfaccettature che apporta il conflitto al multivariabile caleidoscopio relazionale.

Di volta in volta toccherò alcuni temi tra essi concatenati in modo tale da offrire un approfondimento cognitivo ed una maggior consapevolezza nello stare-con gli altri. Auspico che forniscano le coordinate per successive occasioni di confronto e dialogo in famiglia o in gruppo. Il mezzo espressivo che utilizzo in questo spazio mi consente di trattarli in forma prevalentemente espositiva, ma vi invito ad inviare commenti ed esperienze che andranno ad arricchire e completare ciò che è tracciato nel canovaccio di base.

Confido di risvegliare dubbi ed interrogativi che, se accolti e con-frontati costituiscono un primo passo per attivare processi di consapevolezza che, con il tempo e la messa in pratica, possono produrre una maggior flessibilità e un ampliamento benefico delle proprie modalità di affrontare i conflitti.

Giovanna Ferrari


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giovannabiasiGiovanna Ferrari è laureata in Psicologia clinica ed iscritta all'albo degli Psicologi del Veneto. Ha frequentato corsi di specializzazione in conduzione di Gruppi di Potenziamento Personale. Ha conseguito il Master in Mediazione Familiare. Svolge attività in libera professione di Counselling e sostegno in ambito psicologico con adulti, adolescenti, coppie e di Mediazione per la gestione di conflitti familiari e scolastici. Progetta e conduce Per-corsi di Sviluppo e Potenziamento in gruppo rivolti ad adolescenti, adulti, genitori, coppie. Svolge attività di Counsulenza psico-pedagogica one-to-one telematica.

Contatti: tel. 3461325941 ● e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Studio: Piazzetta S. Giorgio, 3 - Verona
Sito web: http://www.associazionemedes.it (in allestimento)

Come si pongono gli adulti di fronte alle provocazioni? Ogni diverbio vi sembrerà diverso, al contrario sono state rilevate delle regolarità nell’affrontarlo che si collocano tra due aree estreme -“ingaggio” o “fuga”- lungo una linea immaginaria che unisce “imporre le proprie condizioni” a ”negare l’esistenza di un conflitto”, passando per “cercare una soluzione che soddisfi entrambi”; “attuare un compromesso”; “cedere alla controparte”; “non agire”. Chi vive una buona relazionalità sa muoversi flessibilmente operando scelte adattive a ogni circostanza: non è detto che sia necessario prendere sempre la situazione di petto, qualche volta è opportuno saper attendere che la rabbia si attenui prima di intervenire, altre è necessario fare delle concessioni per recuperare “posizioni” in tempi migliori. Anche imporre le proprie condizioni può rivelarsi imprescindibile, purché non si usi la coercizione violenta o il ricatto affettivo e tenendo costantemente presente l’obiettivo di crescita. Ciò che è sempre, sempre contro-producente è l’atteggiamento di chi agisce come se il conflitto non fosse in atto, per “quieto vivere” - maschera di insicurezza, di incapacità di gestire le proprie emozioni, di disinteresse -. Con tale atteggiamento si nega alla controparte la dignità di pensiero, di parola, in definitiva di esistere. Tenete presente che l’obiettivo è farsi riconoscere anche così, con la propria rabbia furiosa: pur di raggiungere l’obiettivo l’adolescente indossa la maschera del cattivo. Se gli adulti preposti non raccolgono la sfida, non rispondono, avviene un mancato riconoscimento: per me non esisti (si rinuncia a dare una mano ai ragazzi per attivare il pensiero, elaborare l’esperienza). 

Siamo giunti a quell’età in cui il conflitto sembra una costante fastidiosa e irritante: l’adolescenza. S’installa nell’ambito familiare, scolastico, sociale in modo tale che le consuetudini relazionali sembrano essere sradicate. Dopo un periodo di “latenza” in cui le turbolenze sembravano sfociate in placidi e ridenti laghetti, ecco riacutizzarsi, talvolta con sfumature violente, la contrapposizione tra generazione adulta ed emergente.

Ci siamo già detti che il conflitto non è dannoso in sé, tantomeno a questa età in cui è fisiologico, marca la crescita quando ne sono sfruttate le potenzialità. L'adolescenza rappresenta dunque lo snodo evolutivo nel quale l’opposizione prende il posto della quiescenza, la diffidenza quello della fiducia, la differenza quello dell'uniformità. Ma il passaggio è delicato, non si possono perdere battute. L'opposizione adolescenziale può manifestarsi come negazione sistematica di ogni tradizione e, dunque, come vuoto di valori, cosa che rappresenta per il ragazzo e per la società il rischio esistenziale massimo. È il momento di fare il punto della situazione e interrogarsi, stringere i bulloni degli ingranaggi di coppia, cercare alleanze con i referenti delle altre agenzie educative e con i genitori degli amici che il minore frequenta. Insomma “fare squadra” per incanalare la forza della ribellione verso mete evolutive.

 

Siamo giunti al vivo della questione. Se mi avete seguito nei precedenti interventi, avrete colto alcuni suggerimenti per entrare nelle turbolenze relazionali con qualche strumento di navigazione in più.

Oggi intendo parlarvi dei piccoli conflitti che si accendono tra genitori e bimbi nella prima infanzia; di quei “capricci” che esasperano gli adulti -se non ben intesi-, appesantiscono la convivenza familiare- se appaiono ingestibili-, fanno volare parole forti e forse anche qualche scapaccione, chiaro segno d’impoverimento della relazione.

Ora estraggo una formula magica dal cappello: il primo passo per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita è conoscere cosa pensano e sentono i bambini di questa fascia di età.

Faccio riferimento al mio primo intervento in questa rubrica in cui individuo i genitori come primissima ed insostituibile sorgente di protezione fisica ed affettiva e organizzatori di punti di riferimento, tali da rifornire il piccolo d’uomo di un senso di sicurezza ed autonomia che lo accompagni lungo il suo percorso di vita. 

Paradossalmente, se la “danza relazionale” adulto-bambino è armoniosa e buona, si evidenziano nei piccoli alcuni comportamenti che possono apparire problematici, mentre segnalano dei punti di svolta nella crescita in direzione positiva. L’esserne a conoscenza protegge il clima familiare da scompigli inattesi.

Ciò che spesso esaspera il conflitto e lo fa deviare dal suo corso benigno è il turbinio delle emozioni quando entrano nella relazione in modo caotico e distruttivo. Per lungo tempo le povere emozioni hanno subito un massiccio tentativo di soppressione e di esclusione dagli scenari relazionali ed educativi perché ritenute la causa dei conflitti, con risultati tutt’altro che soddisfacenti. Non sono le emozioni in sé a scatenare l’escalation negativa, ma l’incapacità dei contendenti a gestirle, utilizzandone la portata trasformativa.

Eccomi di nuovo con voi dopo una pausa di “nonneità” (sono comparsi sulla scena della mia vita tre splendidi nipotini a breve distanza l’uno dall’altro…).
Ci siamo lasciati quando, in chiusura al mio ultimo scritto, il sipario si stava alzando su prospettive di crescita e benessere relazionale abbinate al conflitto. Ma, immagino, vi sarete chiesti: “come è possibile?”. Quando l’esperienza ci conferma quasi quotidianamente che in presenza di una contraddizione di scopi, se ci sentiamo giudicati invece che ascoltati, se il nostro interlocutore ci impedisce di esprimerci come vorremmo, perdiamo “le staffe”, spesso lasciamo che sia l’aggressività distruttiva ad affermarsi lasciando come conseguenza un sentimento pervasivo di disagio e sofferenza. 

Venerdì, 15/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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