Trascorrere molte ore assieme ai figli non basta; occorre ascolto e dialogo per far crescere la relazione.
La pazienza insegna a tacere per poter ascoltare meglio. Ma questo tacere implica, logicamente, la riflessione, il farsi carico di quello che accade ai figli, delle cause dei loro vizi, delle loro stizze o delusioni. Perché chi solamente tacesse, difficilmente arriverebbe a capire i figli, a condividere le loro gioie e le loro pene. Resterebbe in un mondo a parte, lontano dai suoi, anche se trascorresse molto tempo con loro.

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Lamentarsi, e poi?

Per migliorare, proporre azioni concrete

Lamentarci è una cattiva pubblicità che produciamo e rivolgiamo prima di tutto contro noi stessi. Le parole – anche quelle pronunciate solo interiormente – influenzano il nostro pensiero e la nostra vita. Il pensiero, a sua volta, influenza la nostra comunicazione con noi stessi, con gli altri e il nostro umore.

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Ci sono tensioni? Si allentano se leggiamo insieme qualcosa

Spostare l'attenzione su qualcosa di neutro che offra la possibilità di dialogare

E’ un periodo in cui la comunicazione è più difficile, ci sono state delle incomprensioni? Ci sono problemi sul tavolo dai quali non riusciamo a cavarcela?
In questi casi la comunicazione può subire un arresto perché non si riesce a trovare un accordo e un avvio di soluzione. Le emozioni sono spiacevoli, l’atmosfera si può fare pesante.

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Papà e mamma uniti: così l'educazione funziona

Il figlio percepisce a pelle che il senso della sua vita è nell’amore reciproco di papà e mamma

Mettere al mondo un figlio è relativamente semplice, diventare padri no. Una volta si viveva in una sorta di villaggio educativo in cui i valori erano comunemente riconosciuti e condivisi. Anche se non è mai stato facile, non c’era bisogno di spendere molto tempo per apprendere il mestiere di padre; s’imparava per osmosi, replicando ciò che si vedeva fare dai propri genitori. Oggi viviamo in una sorta di “società liquida” in cui niente è dato per scontato: quelli che erano considerati da tutti valori solidi hanno perso la loro evidenza. Non ci sono più né terra né sentieri ben segnati, ma mare aperto. Per questo c’è bisogno di formarsi. Tutti sanno camminare, ma non tutti sono in grado di navigare. Oggi c’è bisogno di imparare a navigare e tracciare rotte sicure, che ci permettano di progredire anche in mare aperto senza apparenti punti di riferimento immediati.  

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Occhio ai particolari nelle relazioni con gli altri

Una piccola cosa può fare la differenza. Quel sassolino che ha fatto un po’ di male può danneggiare la relazione; è un’occasione per correggersi e migliorare

La parola giusta, oppure il silenzio al momento opportuno, l’incoraggiamento, lo sguardo sorridente di complicità, un gesto affettuoso mentre si dice qualcosa per correggere l’altro. Un’occhiatina di intesa, un cenno della testa per significare che il danno combinato non è poi così grave. Sono tanti modi per alimentare una relazione positiva. Sfumature, tanto importanti nella comunicazione. Imparare a utilizzare questi modi nella comunicazione contribuisce sicuramente a trasmettere e diffondere condivisione, approvazione, senso di unità. Dare la meritata importanza a queste piccole cose che fanno la differenza. Basta un ingrediente tra tanti per rendere un piatto particolarmente piacevole e originale; un tono di voce, uno sguardo, un gesto hanno il potere di trasformare una comunicazione un po’ arida e distaccata, in qualcosa che incoraggia e avvicina.

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Martedì, 24/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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