"Ho sbagliato persona"

E’ il pensiero che può venire in mente nei momenti di crisi. In realtà le difficoltà non sono un'eccezione nella vita di una coppia, ma fanno parte del percorso

Le frasi e i giudizi che pronunciamo interiormente, nel nostro intimo esercitano un influsso sulle nostre emozioni e sull’orientamento del nostro pensiero. Possono influire anche sui nostri atteggiamenti e comportamenti, se lasciamo libero il flusso delle parole interiori, senza “prenderle in mano” e governarle con un ragionamento libero. Se ad esempio penso: “Ancora una volta non mi ha capito…”, “Insiste con quel suo comportamento che mi dà ai nervi”, “Anche una settimana fa è successo lo stesso”, “Non è proprio capace di mettersi nei miei panni”, mi caricherò interiormente di un clima di sfiducia e di amarezza.

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Far sorridere di prima mattina

Una battuta o una frase spiritosa lasciata scritta in cucina, un disegno divertente, anche se approssimato, possono far sorridere i nostri familiari. Sorridere la mattina, appena alzati, è un buon inizio e una semplice terapia che dispone bene per affrontare la giornata

Usare anche la comunicazione scritta, disegnata, illustrata. Un’immagine azzeccata cattura l’attenzione, se è spiritosa fa anche sorridere. Non occorre essere artisti o scovare chissà quale originalità di espressione, chissà quale trovata, battuta, gioco di parole. Si è in famiglia e funziona anche il piccolo piccolo, il semplice semplice, perché è un segnale di attenzione reciproca e non si sta tanto a guardare la qualità del prodotto, della comunicazione, quanto a quello che essa significa: mi ha pensato, ha fatto questo per me.

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La nostra percezione degli eventi

La comunicazione mi permette di “sottoporre a verifica” tutto ciò di cui non sono sicuro

“La mia percezione non è l’unica, non è la più completa, non è la più corretta. Posso essere certo di ciò che sperimento con i sensi e delle emozioni di cui sono consapevole. Tutto il resto è ipotesi da sottoporre a verifica.” (Maria Menditto, Comunicazione e relazione, Erickson, 2008, p. 22).

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Valorizziamo le differenze, sono una ricchezza

Usciamo dalla spirale dei confronti e parliamo delle caratteristiche positive di ognuno

Guido è preciso e meticoloso, Luisa è immediata, intuitiva e spontanea.
G. “Perché lasci i piatti fuori, mettili nella lavastoviglie”
L. “Beh che importanza ha lo posso fare anche dopo”
G. “Ma la cucina resta in disordine”
L. “Eh disordine, disordine...!, ma è possibile che tu hai in mente solo il tuo ordine?!”
G. “E’ per renderci la vita più semplice”L. “Veramente la rendi difficile a me in questo modo”
G. “Ma Luisa, lo faccio per il bene di tutti, anche i bambini così imparano a essere ordinati”
L. “E un po’ di spontaneità, non fa bene anche ai bambini?...”

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Vivere l’affettività in modo sereno e appagante

Apriamo bene sguardo e udito per riconoscere i molti beni di cui siamo circondati

"E' complesso vivere l'affettività, cardine della vita di ciascuno di noi, in maniera serena e appagante. Oggi forse ancor più di ieri donne e uomini hanno aspettative molto alte rispetto all'amore e alla vita di coppia. I messaggi che arrivano da ogni dove dicono che dobbiamo essere felici e, a volte disperatamente, cerchiamo in ogni modo di esserlo. (...)
Inarrestabili i pensieri continuano a fluire dentro di noi e determinano il nostro atteggiamento verso la vita: le nostre conoscenze, i nostri comportamenti, i nostri modi di essere, vengono filtrati dal nostro modo di pensarci e di pensare. (...).
I pensieri però ci appartengono e io credo proprio che sui nostri pensieri si possa intervenire e che si possano pure cambiare.".
(Lia Inama, Pensieri per liberarsi dal troppo amore, Erickson, p. 10-12)
Ascoltare con più interesse le voci delle persone care, di chi ci vuole bene ci avvicina alla vita reale. Possiamo scoprire e sperimentare il piacere della vicinanza e dell'amicizia attraverso parole semplici, gesti poveri ma significativi. Non è un processo automatico. Siamo raggiunti da messaggi che vogliono comandare benessere assoluto, piena forma, sorriso permanente, riuscita, bellezza senza declino, relazioni sempre appaganti. Nonostante la ragione ci dica che sia una montatura, un'esagerazione, c'è una parte di noi che un po' ci crede. "Pensa che bello sarebbe se...". Questo semplice pensiero, quando nasce da pretese poco realistiche, può creare una distanza, piccola forse, tra noi e gli altri. Li vediamo, nella penombra gettata dal nostro dubbio, come possibili detrattori di una nostra (finta) felicità la cui immagine i media e le mode sono riusciti a iniettare nella nostra immaginazione.
Torniamo al viso dei nostri bambini e riscopriamone la bellezza, anche se a volte ci fanno soffrire. Soffermiamoci sulla voce di lei o di lui che suona gioie, lamenti, ansie , slanci di vitalità. Apriamo bene sguardo e udito per riconoscere i molti beni di cui siamo circondati.

Marco Manica

Lunedì, 23/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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