Lui e lei a passeggio…con il cellulare

Stare insieme e dialogare comporta anche riservare un tempo esclusivo per l’altro. Proteggiamo la vicinanza fisica dalle interferenze. Facilitiamo la relazione e un’amicizia più profonda dedicando le nostre attenzioni soprattutto a chi ci sta accanto

Lui e lei a passeggio per la città, mano nella mano. Li vedi rilassati, tranquilli, contenti di stare insieme. Entrambi parlano con qualcuno al cellulare. Che cosa curiosa. Mano nella mano, teneramente, e, nello stesso tempo, ci sono con loro altre due persone, che prendono la loro attenzione e la conversazione, da una parte e dall’altra. Beh, che cosa c’è di strano? E’ arrivata una chiamata a lui, un’altra a lei e si sono messi a parlare con chi li ha chiamati.

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Chiacchieravo con l’idraulico mentre riparava il rubinetto della cucina. Il lavoro, i figli, la scuola.
“Eh, i ragazzi non parlano, parlano poco. Poi non ti dico se tiri fuori il discorso scuola..”. “Mangiamo tutti insieme, e quello sono contento, è una bella cosa, però loro guardano la televisione e non c’è verso di parlare”.
“Ma avete provato a tenere spenta la TV mentre mangiate?”.
“E’ un bel problema, sa, siamo abituati così…”.
Torna l’idraulico dopo qualche mese. Questa volta è il bidè.
“Ma sa – mi dice – che aveva ragione lei! Ci siamo messi d’accordo io e mia moglie per tenere spenta la TV quando mangiamo. Non è stata una decisione facile. Non le dico che proteste e che musi dei ragazzi, ma per settimane…! Però un po’ alla volta la situazione è cambiata. Hanno cominciato a parlare. Poi sempre di più. E adesso sono contenti che chiacchieriamo tutti a pranzo, è un piacere!”.

Mondo reale è meglio. Quello virtuale è utile se usato con intelligenza

Favorire ai giovani il contatto e la conoscenza della realtà in cui vivono per accompagnarli in una maturazione piena e armonica

Internet ha permesso il costituirsi di una vastissima rete sociale. I social network sono uno strumento per favorire lo scambio di informazioni e la conoscenza reciproca tra le persone. E’ tuttavia un tipo di relazione sociale completamente nuovo e lontano dai modi finora vissuti tra le persone. 

Manca il rapporto faccia a faccia, cui gli uomini sono abituati per relazionarsi tra loro. E’ assente la gamma di comunicazioni trasmesse dal contatto personale, con lo sguardo, la mimica facciale, i gesti.

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Internet in famiglia: i rischi e le precauzioni

Un'indagine europea ha fotografato il rapporto con Internet di oltre 25 mila ragazzi

"Antonio Brighenti ha 49 anni e due figli adolescenti: «La raccomandazione che faccio loro più di frequente quando escono di casa? Casco in testa e se fate tardi telefonate». Scusi, e quanto a Internet? «Beh, cosa devo raccomandare? Di non starci troppo, forse».

La strada virtuale fa meno paura di quella reale. Almeno ai genitori italiani. Illusi, analfabeti digitali o solo meno apprensivi rispetto agli altri europei?. Otto genitori italiani su dieci lo hanno dichiarato ai ricercatori del progetto Eu Kids Online: «È altamente improbabile che mio figlio possa imbattersi in una situazione spiacevole su Internet». (Alessandra Mangiarotti, La 27a ora).

L'indagine, finanziata dall'Unione europea e coordinata dalla London School of Economics and Political Science, ha fotografato il rapporto con Internet di oltre 25 mila ragazzi tra i 9 e i 16 anni (e loro genitori) di 25 Paesi europei. Ne viene fuori un ritratto con abitudini e rischi: dalla pornografia al bullismo, dal sexting (l'invio di messaggi a sfondo sessuale) agli incontri con persone conosciute online.

L'uso di Internet è profondamente radicato nelle abitudini dei ragazzi. Il 93% va online almeno una volta alla settimana, in Italia il 60% dei ragazzi usa Internet tutti giorni o quasi. I bambini cominciano a usare Internet sempre prima, tra i sette e i 10 anni.

Internet aiuto per i compiti, ma...

I ragazzi svolgono molte attività online potenzialmente vantaggiose, per esempio l'85% usa Internet per i compiti, però con quale criterio? "Una conseguenza imprevista di questa disponibilità di risorse di facile accesso è l'anoressia decisionale, - sostiene Michele Crudele, direttore del centro di formazione professionale ELIS di Roma -. Si manifesta soprattutto nella mancanza di elaborazione critica e di capacità di sintesi. Non è più necessario faticare per ottenere qualcosa: basta Google al quale deleghiamo la decisione di scegliere, oppure non scegliamo, scaricando tutto".

Tuttavia, nonostante l'utilizzo massiccio delle nuove tecnologie, quando si tratta di parlare di cose importanti solo l'8,4% degli adolescenti dichiara di affidarsi ai Social Network mentre il 75% dei giovani ritiene importante affrontarle di persona, parlando "faccia a faccia". Forse è proprio da qui che si può ripartire.

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Giornali & politica: c’è bisogno di informazioni più trasparenti

Parliamone in famiglia, rendiamo tutti consapevoli del significato più o meno chiaro delle notizie che riceviamo

Sarebbe auspicabile maggiore chiarezza nelle notizie e dichiarazioni sulla situazione che stiamo vivendo in Italia. Non solo economica, ma sociale, politica, familiare, perché di fatto sono le famiglie e le singole persone che vengono coinvolte nelle decisioni di chi ci governa.

I media ci fanno sapere come stanno le cose?
Bisogna districarsi tra appelli, rassicurazioni, quasi-speranze, suggestioni: un linguaggio, una comunicazione che  trasmette in certi casi suggestioni più che informazioni. "Ci sono segnali di ottimismo, il risanamento favorirà la crescita anche se non nell'immediato" (Mario Monti). Segnali: alcuni? Molti? Quali? E ottimismo per chi? Il risanamento? Attinge alla tassazione dei cittadini, alla lotta all'evasione fiscale, alla riduzione della spesa pubblica, o a cos'altro? Le parole sono scelte, per raggiungere un determinato obiettivo. Possiamo chiederci quale effetto esercitano sui lettori le dichiarazioni che leggiamo nei giornali.

"L'Italia può farcela"
Il presidente Mario Monti in una conferenza stampa al salone del mobile a Milano: "Il momento è difficile ma l'Italia può farcela". (Il Sole 24 ore, 22.04.12). "L'Italia può farcela", quel può non si sa se sia un segnale di speranza o di incertezza. Bisogna anche indovinare quale Italia può farcela: l'Italia della finanza, dell'industria, delle famiglie? Perché non sempre tutti i cittadini godono dei benefici che un provvedimento di legge vorrebbe produrre. Infatti un altro titolo comunica: "Le banche sono salve ma per le famiglie e le imprese i prestiti restano difficili" (La Repubblica, 22.04.12). Tuttavia Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia, afferma che "Le condizioni del credito si stanno normalizzando, stanno migliorando...Il problema non è l'assenza di credito, è indubbio che la competitività del sistema italiano è peggiorata, soprattutto a causa di una crescita bassa della produttività, ma bisogna insistere e le condizioni per farlo  ci saranno"  (La Repubblica, 22.04.12). Quindi? Le cose come stanno veramente?

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Lunedì, 11/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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