“Te l’avevo detto io!”

E allora? Se te l’avevo detto ed è accaduto il guaio che avevo preannunciato, che cosa cambia ? Questa si chiama recriminazione: può essere rivolta a un bambino come a un adulto. Mi lamento perché dopo avertelo detto, non hai fatto come avevo detto io e le cose non sono andate per il giusto verso. Ti biasimo perché sei tu che non hai fatto andare bene le cose, perché non mi hai dato retta. L’amarezza della critica è doppia: è un vero peccato che non mi hai ascoltato e guarda qui che cosa hai combinato.
Il risultato? L’umiliazione dell’altro, e la divisione: perché umiliazione da una parte e risentimento per il danno dall’altra non possono produrre unità.
Proviamo invece una manovra di avvicinamento, di medicazione del guaio. Hai, è andata male, pazienza… Adesso che cosa possiamo fare per riparare? Ti do una mano, tu che cosa proponi? L’altro impara la lezione, si ripara il guaio e si rinsalda l’unione.

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Lunedì, 23/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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