“Tu sei veramente un grande dono per noi”. E’ il messaggio da trasmettere sempre ai figli

Per rassicurarli sulla certezza del nostro amore per loro

Vuoi che tuo figlio non gridi quando fa i capricci? Parlagli con calma e con un volume di voce normale, esprimendo il tuo disaccordo con il suo comportamento e chiedendogli di dire quello che sente, senza gridare. Se lo rimproveri alzando la voce peggiori la situazione.

Non si può chiedere a un bambino di fare qualcosa che i genitori non fanno. L’educazione è efficace quando i genitori sono coerenti e cercano di vivere per primi quello che chiedono ai figli.

I bambini si sviluppano nella relazione con i genitori e con le persone da cui si sentono amati. Per questo badano alle aspettative nei loro confronti, per cercare di accontentarle e continuare così a ricevere amore e apprezzamento. Noi adulti comunichiamo quello che ci aspettiamo dai figli non solo con le parole, ma anche con i gesti, il tono della voce, gli sguardi, la vicinanza o la lontananza fisica, elementi che è bene saper gestire in funzione di una comunicazione incoraggiante e ottimista. “Tu sei veramente un grande dono per noi” dovrebbe essere uno dei messaggi trasmessi senza parole al bambino.

E’ quindi importante imparare a vedere il mondo con gli occhi dei bambini, per comprendere quali aspettative trasmettiamo loro, e per correggerle, eventualmente, se ci accorgiamo che sono esagerate, o centrate su noi stessi anziché sul bene del figlio. Infatti per una sufficiente-discreta (non pretendiamo troppo dai genitori…) educazione dei figli è utile ragionare su se stessi, sulle proprie convinzioni e sulle aspettative che si nutrono. Da lì si può costruire un percorso più centrato sulla figlio che sui genitori.

Comunque è bene sempre rassicurare i figli sulla certezza del nostro amore per loro, indipendentemente dal loro modo di comportarsi. Il che non significa assecondare capricci e vizi.

L’educazione incontra anche difficoltà, dubbi, paure, oltre alla gioia e ai momenti di chiarezza di idee. Bisogna dire che il clima emotivo e mediatico induce a esagerare i problemi. Non che non ci siano, ma non sono sempre così gravi come la suggestione suggerisce. 

Avvertiamo un mondo sempre più complesso, difficile e pericoloso e vorremmo delle ricette sicure che ci risparmino troppi errori.

“Ho paura che mio figlio non riesca, che possa cadere nell’anoressia o nella tossicodipendenza, ho paura che mia figlia rimanga incinta, che mio figlio metta incinta la sua ragazza”. Ma non esistono ricette; la strada è quella della formazione, del confronto con altri genitori e della fiducia nel proprio compito educativo.

C’è anche la tendenza a considerare malattia quella che invece è una comune manifestazione a una certa età e in un determinato momento di crescita. Ci rivolgiamo allora allo psicologo, al medico, allo psichiatra. Un comportamento problematico è vissuto come qualcosa di straordinario, che ha bisogno della consulenza di un professionista esperto.

È vero, non è facile tracciare un linea precisa di divisione tra normalità e malattia, tuttavia psicologi e consulenti familiari tranquillizzano i genitori: sì, possono presentarsi aspetti patologici nella mente e nel comportamento del bambino e dell'adolescente, ma non sono così diffusi come sembra. La maggior parte delle difficoltà che si presentano nei figli vanno affrontate nell'ambito della normale educazione.

Consideriamo inoltre che nell'età dello sviluppo, il bambino e il giovane hanno una buona capacità di adattamento alle situazioni, quindi i comuni errori nell'educazione in cui cadono genitori ed educatori, non vanno vissuti come tragedie e non causano danni irreversibili, come la paura e il senso di colpa possono indurre a pensare.

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Lunedì, 20/11/2017

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