Educazione. I ragazzi hanno bisogno di adulti appassionati alla verità e alla bellezza

Massimo Recalcati: “Mi salvò dalle cause perse un'ora di lezione di una giovane professoressa”

di Andrea Lugoboni

Basta scrivere Massimo Recalcati su Google e si ritrovano migliaia di risultati. Recalcati è uno psicoanalista molto conosciuto e insegna all’università di Pavia. I suoi libri? Decine e alcuni di successo. Ecco il racconto di un episodio decisivo della sua vita (Repubblica 20/09/2013).

«Da ragazzo frequentavo alla fine degli anni Settanta le aule disadorne di un Istituto agrario specializzato in coltivazione di serre calde situato nell'estrema periferia di Milano. Alcuni dei miei compagni finirono sperduti in India, altri costeggiarono pericolosamente il terrorismo, altri ancora sono stati ammazzati dalla droga. Eravamo in quell'Istituto un manipolo di cause perse. Cosa mi salvò se non un'ora di lezione, se non una giovane professoressa di lettere di nome Giulia Terzaghi che entrò in aula stretta in un tailleur grigio rigorosissimo parlandoci di poeti con una passione a noi sconosciuta? Cosa mi salvò se non un'ora di lezione? Se non quella passione sconosciuta che Giulia sapeva incarnare?».

Recalcati non è debitore al Giulia Terzaghi della sua fama, dei suoi soldi, dei suoi libri. O meglio, non solo. Le è debitore per aver acceso in lui un desiderio, un amore, che lo hanno portato ad amare i libri, a studiare con amore, e rendere la sua vita più bella. Non dovrebbe essere forse questo il compito dell’insegnante?

Spesso si sente parlare di un fossato che divide studenti e professori. Ancora più spesso (e giustamente) si sente parlare di quanto i professori delle medie e del liceo siano poco pagati e trascurati. Di quanto il rapporto professori e genitori sia difficile. Di quanto la scuola italiana intera sia in crisi. Ma non è diventando amici dei propri alunni, né rendendo la matematica o la geometria più semplici che si riempie il fossato. Non è usando i tablet, né parlando necessariamente di internet e Facebook in classe. I greci avevano una parola per quella particolare forza, che traina verso la verità, verso la bellezza: Eros. È solo accendendo una scintilla erotica dentro i ragazzi che si può pensare che questi siano incoraggiati a studiare.

Fonti: Massimo Recalcati, Maestro riluttante. Cari professori non fate gli psicologi, in Repubblica 20/9/2013.

Andrea Bajani, Insegnare la vita in un fagiolo, la scuola deve stupire i ragazzi, in La lettura inserto domenicale del Corriere della sera, 01/06/2014.

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