Gossip, arma a doppio taglio. Evitarlo per creare un buon clima

Nel condominio, in ufficio, in famiglia meglio la lealtà e la trasparenza

C’è in tutti i condomini qualche vedetta che riesce, non si sa come, a sapere sempre l’ultima su tutti. Notizie che poi, come un’agenzia di stampa efficientissima, spettegola a tutto il vicinato. Uomini e donne non fanno troppa differenza, il gossip tenta la curiosità di tutti. Gli psicologi sociali dicono che non è per forza qualcosa di male, se ad esempio si divulgano notizie positive sugli altri e che non intacchino la loro privacy. Quando però si è sul posto di lavoro e si parla dei colleghi bisogna stare attenti perché si gioca con il fuoco.

Può essere utile un po’ di gossip positivo, quando rende una persona più popolare e degna di amicizia. Quando invece si sparla di altri, non va bene. Si inizia di solito con una chiacchiera in coppia o in un piccolo gruppo, in cui si rivangano alcuni motivi di rimostranza nei confronti di un collega che non ci piace, di un capo maleducato o un po’ opprimente. I motivi possono essere più vari: rivalità, risentimento, paura di confrontarsi esplicitamente o gelosia per i successi di qualcuno.

Bisogna ricordarsi che le malelingue causano danni seri, demoliscono la reputazione, mettono in circolo notizie distorte, svalutano i meriti di una persona, ostacolano la sua collaborazione. La povera vittima si trova dunque a fare i conti con un ambiente minaccioso, tende a non fidarsi degli altri, il clima di tutto il gruppo di lavoro peggiora: l’aria diventa irrespirabile, si sta sempre attenti che qualcuno non ci pugnali alle spalle.

Oltre a essere un comportamento dannoso e sleale, il gossip è sempre un rischio anche per chi lo usa: le persone con cui parliamo male di altri possono servirsi delle nostre confidenze contro di noi o per altri scopi poco nobili, inoltre è ovvio che il nostro interlocutore pensi che con altri possiamo parlare male anche di lui.

Fidarsi diventa pericoloso, la comunicazione si fa difficile e le relazioni finiscono per essere tese.

Superare la paura del confronto diretto con gli altri, riconoscere le nostre gelosie, correggere a tu per tu errori o comportamenti inopportuni sono strade alternative al gossip, e sicure per mantenere un buon clima di convivenza tra le persone.

 

Andrea Lugoboni

Fonte: “La sai l’ultima? Il gossip nei luoghi di lavoro”, in Psicologia Contemporanea, marzo-aprile 2012, p.74-75

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