Ottimismo negli errori, per superarli in fretta

Alondra de la Parra, direttrice d’orchestra: “In ogni concerto si fanno errori. L’importante non è chi ha sbagliato, ma come superare rapidamente quel momento”

Un errore, o qualche errore in mezzo a tante cose buone. E’ normale. Eppure ci sentiamo feriti o ci innervosiamo, perdiamo di vista il bene, sia nostro che negli altri che nell’ambiente in cui siamo.

Ampliare la visione d’insieme ci consente di considerare le numerose cose buone, le riuscite, il lavoro ben fatto, i piccoli programmi portati felicemente a termine e a inquadrare in questo scenario gli errori comprensibili che appartengono anche alla vita delle persone più virtuose.

Imparare dagli errori, lo sappiamo, è lo sbocco positivo di un evento che non è andato per il giusto verso. Ma non è automatico, occorre un pochino di umiltà prima di tutto per riconoscerli, poi per ammetterne la responsabilità, per trovare rimedio e infine per applicarlo, adesso, se si può riparare, oppure in futuro.

L’atteggiamento costruttivo è il buon collante di tutto, riesce a mettere insieme i pezzi anche di danni che a prima vista appaiono consistenti. Comprendere, discolpare, senza cedere alla superficialità o alla negazione dei danni causati, correggendo noi stessi e gli altri in armonia, con equilibrio, senza drammi e rabbie esagerate.

Tutti abbiamo bisogno di comprensione e di incoraggiamento, e in modo particolare i bambini e i giovani, ai quali tuttavia non bisogna risparmiare le frustrazioni e le sconfitte; però bisogna sostenerli e accompagnarli, insegnando loro a metabolizzare bene la parte debole di loro stessi e di alcuni loro comportamenti.

Una giovane direttrice d’orchestra affronta in modo positivo gli errori che capitano durante i concerti e ottiene  risultati importanti: “In ogni concerto si fanno errori. Del direttore e degli strumentisti. L’errore fa parte della musica. Il concerto non è un CD. E’ musica dal vivo. Durante un concerto l’importante non è chi ha sbagliato o la gravità o meno dell’errore, ma come superare rapidamente quel momento e ridurre al minimo il tempo trascorso a rimuginare lo sbaglio. Quando mi accorgo di un errore di un orchestrale, cerco di esagerare l’emozione positiva, di entusiasmarmi più del normale, per far sì che chi ha sbagliato si dimentichi rapidamente dell’errore. Se mostrassi disappunto, la persona che avesse sbagliato si sentirebbe umiliata, tutto il gruppo si lamenterebbe e avremmo rovinato un minuto di musica a causa di un secondo di errore” (Alondra de la Parra, direttrice dell’orchestra filarmonica di Jalisco, in Messico).

Quanto può costruire e produrre di buono un nostro atteggiamento positivo! Un solo gesto, una parola, uno sguardo appropriato e chi ha sbagliato si sente accolto, si rende conto dell’errore, senza umiliazione, ed è pronto a riprendere subito meglio di prima.

Marco Manica

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Lunedì, 11/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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