Le relazioni in famiglia migliorano se ogni giorno ci si parla liberamente

Le conversazioni non devono riguardare per forza argomenti importanti, ma i fatti più semplici di ogni giorno

Per creare intimità e legami c’è una strada maestra: parlare, parlare e ancora parlare insieme. Le relazioni, soprattutto quelle famigliari, richiedono molto tempo, spesso anni per migliorare, vivono del tempo che ogni giorno dedichiamo a comunicare reciprocamente. Banale, almeno a prima vista. Forse lo sembrerà ancora di più se, come dicono gli psicologi Nick  Stinnet e John Defrain, le conversazioni non devono riguardare per forza il senso della vita, la religione, la politica o i massimi sistemi, ma i fatti più semplici di ogni giorno. «Oggi si stava proprio bene in maniche corte, che bella giornata!», «Il cassiere è stato un gran maleducato e mi ha mandato in un altro negozio a cambiare i soldi», «Oggi ho incontrato Lucia, la mia compagna di banco delle medie».

Godiamoci questi momenti di quotidiana semplicità! Qualcuno forse li considererebbe poco importanti, ma un padre di famiglia, intervistato da Stinnet e Defrain, dice: «Non mi posso aspettare che mia moglie o mio figlio mi confidino le cose più importanti, se io non mi interesso agli aspetti ordinari della loro vita. Se mio figlio non può parlare con me di auto e tennis, perché dovrebbe aspettarsi che io lo ascolti se mi parla del traffico di droga a scuola?». Mettiamoci a chiacchierare spontaneamente, magari mentre prepariamo da mangiare, mentre facciamo le pulizie oppure fissando un appuntamento giornaliero in cui ognuno può raccontare qualcosa di sé,  dire agli altri dei propri problemi o semplicemente condividere qualcosa di buffo che è successo durante il giorno. Parlare è uno degli ingredienti fondamentali per la felicità famigliare. Le famiglie felici, continuano Stinnet e Defrain, sono quelle dove ci sono  dei bravi ascoltatori, persone che non aspettano solo che tu taccia perché arrivi il loro turno per prendere la parola. Al contrario, sanno prestare attenzione a chi gli parla e manifestare interesse annuendo, dicendo «ok» oppure « vai avanti», chiedendo spiegazioni se non capiscono qualcosa. Sono quelle persone che non ascoltano solo le parole, ma notano anche la postura del corpo, il tono della voce, l’espressione facciale. Parlare e ascoltare: due facce della stessa medaglia per costruire ogni giorno l’intimità e la confidenza con gli altri in famiglia.

 

di Andrea Lugoboni

Fonte: Nick Stinnet e John Defrain, Secrets of strong families, Berkeley Books

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Lunedì, 11/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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