Ragazzi, studio e collaborazione per riuscire a scuola e nella vita

In classe come in un’orchestra: non ci sono solo primi violini

“Ricordati che devi morire” è una frase che trae origine da una particolare usanza dell'antica Roma quando un generale rientrava nella città dopo un trionfo bellico e sfilando nelle strade raccoglieva gli onori che gli venivano tributati dalla folla, correva il rischio di essere sopraffatto dalla superbia e dalle smanie di grandezza. Per evitare che ciò accadesse, un servo dei più umili veniva incaricato di ricordare all'autore dell'impresa la sua natura umana pronunciando questa frase. La stessa frase la pronuncia un frate nel film Non ci resta che piangere, e l’indimenticabile attore e regista Massimo Troisi con tono serio risponde “sì, sì, mo’ me lo segno, non vi preoccupate". 

 

Nessuno direbbe mai "ricordati che devi vivere" che è certamente di maggiore auspicio e restituisce una dimensione più positiva al tempo che scorre. Noi battezzati dobbiamo rendere conto del nostro tempo che giorno dopo giorno si avvicina all'ultimo miglio ricordandoci che abbiamo ancora tanta strada da fare e seppure non ci sostenesse la salute dobbiamo far affidamento comunque alla vita. Viviamo per esserecoloro che hanno significato molto nella vita di chi ci passa accanto.

 Ieri mattina, come Preside del Centro Elis, ho festeggiato insieme agli alunni il primo giorno di scuola rileggendo in aula magna un estratto del discorso di Barack Obama agli studenti americani in occasione dell'apertura dell'anno scolastico. "Ragazzi, volete il successo? Dovete studiare".

 Poi ho commentato un pezzo di Diario di Scuola di Daniel Pennac che da scolaro veniva bocciato ripetutamente ma che oggi insegna alla Sorbona di Parigi: “Ogni studente suona il suo strumento. La cosa difficile è trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all'insieme”. “Siccome il piacere dell'armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini”. 

Pierluigi Bartolomei

 

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Sabato, 23/09/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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