“Che bello!”

Essere capaci di riconoscere i doni offerti dalla natura

Ci sono doni offerti dalla natura. La montagna, con la sua tavolozza di colori, dal verde dei prati all'azzurro del cielo, dall'argento della roccia al bianco delle nevi; il mare, con la sua immensità di azzurro, che lo unisce al cielo, doni che si offrono agli occhi e al cuore di chi li vive nella quotidianità come nel tempo di una vacanza. Eppure capita sempre più spesso che i nostri occhi, e più ancora quelli di tanti giovani, troppo abituati al grigiore e alla frenesia, non si alzino stupiti e ammirati, quasi che quelle realtà siano scontate, come regali dovuti. Quando invece sono occhi pieni di stupore ad accogliere il dono, ecco aprirsi una relazione nuova. Perché quel dono ti interroga. E allora, di fronte alla bellezza, nascono immediati la riconoscenza e, insieme, il desiderio forte di conservarla, di averne cura. Questo chiede assunzione di responsabilità personale, perché avere cura del creato è impegno che viene chiesto a ciascuno, senza possibilità di delega. Impegno che non può tradursi soltanto, anche se già è buona cosa, nel mantenere la pulizia nei sentieri che percorriamo in montagna o in collina, come nelle spiagge delle nostre vacanze, ma chiede di mettere un freno ai nostri egoismi e desideri di guadagno – strade che arrivano sempre più alto, cementificazione di ambienti marini e montani a richiamare un turismo volto a riprodurre la città in ogni ambiente -, per tornare a considerare ogni lembo di terra un bene donato a tutti, da custodire con gratitudine.

Daniela Bosoni

Lascia un commento

Venerdì, 20/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

I più letti del mese

Contatti

Seguici

Utilizziamo i cookie esclusivamente per consentire e facilitare la tua navigazione nel sito.

Se consulti il nostro sito, assumiamo che tu lo faccia liberamente e che sia d'accordo con quanto indicato sopra.