Il bello del dono offerto e ricevuto

Hai fatto qualcosa per una persona, spontaneamente, senza attendere ricompensa

"Che regalo mi fai?" Domanda ricorrente, non solo tra i bambini ma anche tra adulti. Perché oggi pare proprio che il regalo sia tanto scontato da non suscitare più né stupore né attesa. Annullato il tempo del desiderio, il regalo è preteso, come fosse dovuto, nella logica del ricevere per i bambini, in quella dello scambio obbligato per i più grandi. Tutto è dovuto. In questa logica risulta evidente che viene annullata anche la dimensione del grazie. Se mi devi un regalo, non c'è motivo per ringraziare. Ben diversa la logica del dono, che porta in sé dimensioni quasi del tutto scomparse. Stupore e meraviglia, profonda riconoscenza e dunque immediato ringraziamento.

Non solo. Se ricevo un dono, quel dono inatteso mi interroga, portandomi a ricercarne il perché. Dal piacere immediato che provi quando sei destinatario di un dono, ti trovi a indagare il messaggio contenuto nel dono ricevuto. Rientri in te stesso e ti accorgi che potrebbe essere segno di riconoscenza. Hai fatto qualcosa per una persona, in totale spontaneità, senza attendere ricompensa. Il dono è dunque un grazie, che ti rende consapevole di un gesto, di un'attenzione, alla quale non avevi assegnato alcuna importanza. Ti sembrava normale. Ma se  nel dono c'è un grazie, allora quel dono è segno che il tuo modo di essere ha suscitato stupore e riconoscenza in chi ti ha incontrato, aprendo in lui un orizzonte nuovo. In te, destinatario del dono, lo stupore e il grazie si fanno motivo per valorizzare chi ti ha voluto fare del bene, accrescendo la tua possibilità di farlo ancora per altri. Il dono anche a te ha aperto una dimensione nuova, portandoti a riconoscere talenti forse nascosti sotto la sabbia.

Il dono può essere anche espressione di un'attenzione verso qualcuno cui ti legano affetto e stima. In questo caso ricevere un dono, qualunque esso sia, è segno di un legame che chiede di essere mantenuto vivo. Qui il dono si fa parola, linguaggio di segni per comunicare che il tuo essere significa tanto per chi ti ha donato qualcosa. Anche qui il dono ti interroga e ti porta a riflettere su una relazione che aspetta forse soltanto di crescere. In questo linguaggio di segni, anche il grazie non ha bisogno di farsi parola, perché sostituito anche solo da un gesto di attenzione.

Daniela Bosoni

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Lunedì, 23/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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