Rabbia, ferite e perdono

Dopo i litigi risalire insieme col pentimento e il perdono

Jean Guitton dice che quando siamo fuori di noi per la rabbia ciò che desideriamo è fare male. Senza alcun rispetto per l'altro. Questa è l'essenza dell'odio. E' molto più facile fare male a chi amiamo di più, perché ne conosciamo l'intimità così nel profondo da sapere esattamente dove colpire per lasciare la ferita più profonda. Quando litigano marito e moglie, è lì che il coltello affonda con più profondità, perché la comunione è tale da lasciare ben poche parti dell'anima velate. E la familiarità produce quell'esperienza del dolore altrui da fornire, nell'impeto dell'ira, l'arma giusta nel momento giusto e mettere in bocca quella parola, che se ad un estraneo può apparire inoffensiva, tra coniugi assume la violenza di una mazza chiodata.

Il dramma, che la passione incollerita del momento nasconde - e c'è un che di diabolico in questo - è che l'unione è tale che ferendo l'altro, il colpo si riversa anche su di noi. E probabilmente va più in profondità, perché alla sofferenza si somma la vergogna.

Quando c'è: perché qui c'è la perla da scoprire. Provare rimorso, pentimento, misericordia per risalire insieme. Se prevale il rancore, il torto subìto, il desiderio di vendetta, è la nostra stessa vita che si sta sgretolando.

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Venerdì, 20/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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