Descrivere, non giudicare

Meglio descrivere le persone e le loro azioni invece di giudicarle

Abbiamo una percezione settoriale: cogliamo dell’altro solo alcuni aspetti, positivi o meno in base alle nostre disposizioni interiori. Esprimere un giudizio su altri ci conferisce un senso di sicurezza, di dominio. Il giudizio è un’azione che circoscrive e semplifica la realtà a pochi dati, almeno il giudizio che esprimiamo velocemente nella nostra mente quando incontriamo una persona o pensiamo a lei dopo aver avuto un incontro.

Abbiamo bisogno di sicurezze e giudicare ci fa sentire più sicuri perché ci sembra di aver dominato un po’ di più la realtà dell’altro. Ci sembra, ma si tratta di una sicurezza illusoria, comunque parziale. L’altro è molto più ricco e complesso di quello che la nostra mente può conoscere.

Abbiamo una percezione settoriale: cogliamo dell’altro solo alcuni aspetti, positivi o meno in base alle nostre disposizioni interiori, al carattere più o meno ottimista, alla conoscenza che abbiamo di quella persona, all’autoeducazione che ci siamo dati nel rapportarci agli altri e quindi alla prudenza nell’esprimere qualsiasi giudizio. E’ come vedere solo alcuni particolari della Gioconda di Leonardo e non poter vedere il quadro intero.

Quindi l’altro è filtrato da noi e dalla nostra sensibilità, il nostro io è al centro: è molto difficile essere obiettivi. Inoltre abbiamo un’inclinazione a cercare conferme delle nostre convinzioni. Se abbiamo giudicato l’altro come persona pacifica, molto probabilmente ci soffermeremo soprattutto sui suoi comportamenti che avvalorano e confermano la nostra ipotesi, senza verificare se siano più o meno frequenti rispetto a comportamenti opposti.

Facciamo una semplice prova. Scegliamo una persona che conosciamo. Raffiguriamocela nell’immaginazione. Raccogliamo dalla memoria i tratti caratteristici che abbiamo archiviato. Che cosa vediamo? Molto probabilmente una figura sfumata, di cui non sappiamo ricordare tutte le caratteristiche fisiche, e solo alcuni elementi del suo carattere, del comportamento. Un’immagine ridotta, impoverita rispetto alla realtà. Inoltre sappiamo che le persone - noi compresi – , cambiano in continuazione, quindi il giudizio che ci siamo formati e che risale anche solo a un mese fa, adesso non è più aggiornato, come la nostra falsa sicurezza ci indurrebbe a credere.

Una strategia alternativa al giudizio, e più efficace nella conoscenza e nel rapporto con gli altri, è quella della descrizione. Descrivere non è giudicare. “L’ho visto in diverse situazioni molto impegnato nel suo lavoro” è una descrizione di qualcosa cui ho assistito; affermare invece: “E’ una persona molto laboriosa”, è un giudizio che per il momento può essere esageratamente positivo, ma che potrò formulare un domani una volta che avrò raccolto un numero di prove/casi più elevato.

“Ti vedo spesso di fretta negli ultimi giorni, c’è qualcosa di urgente?”; “Quando arriva in ufficio vuole affrontare subito le grane”; “Quando parliamo di questo argomento mi sembra che tu ti innervosisca, è così?”. Sono frasi descrittive che lasciano da parte i giudizi, mantengono la nostra mente aperta a ogni possibilità, a imparare la realtà, a “imparare l’altro” e lascia libero l’interlocutore, che non si sente sminuito da parole che dicono una verità solo parziale.

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Lunedì, 23/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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