Facilitare il buonumore

Per “oliare” i rapporti in casa e superare con agilità attriti e incomprensioni

lo stress e le difficoltà non facilitano il sorriso, che è molto utile per rendere la giornata più amabile. Quanto possiamo influire sui nostri stati d'animo? Troviamo la risposta nella nostra capacità di rispondere agli eventi che accadono facendoci più o meno influenzare da essi.

Chi è più sensibile a quello che accade sarà più soggetto a sbalzi di umore, chi invece riesce a mantenere il suo animo in equilibrio nonostante gli eventi, potrà governare meglio il suo umore.

In realtà i cambiamenti di umore non dipendono direttamente dagli eventi, ma da come noi li leggiamo, li interpretiamo. Se ad esempio io sono particolarmente sensibile ai rumori e vi attribuisco eccessiva importanza, una porta sbattuta o un'alzata di voce mi potranno irritare facilmente; tuttavia ho sempre la possibilità di moderare la mia ipersensibilità ai rumori, di ridimensionare l'impatto emotivo che hanno su di me. In che modo? Ad esempio scegliendo di concentrarmi su altri stimoli: non sono obbligato a fissarmi sempre e solo sui rumori che mi infastidiscono, ci sono tanti altri stimoli anche piacevoli, nell'ascolto degli altri, nella lettura, nel lavoro, nelle attività correnti della giornata, che possono assorbire la mia attenzione.

Il malumore può essere usato come arma perché gli altri si occupino di me: lui brontola perché lei si chiude in se stessa. Ma non è una strategia vincente, perché finisce in un circolo vizioso: lei si chiude in se stessa perché lui brontola. Come uscirne? Parlandone apertamente.

Senti cara vorrei che ci aiutassimo a vicenda a uscire da questo circolo vizioso... che cosa posso fare per evitarti il malumore?...

Caro, quando tu brontoli mi sento molto a disagio, mi sento in colpa: possiamo parlarne?

“Ogni tanto sarebbe bene chiedersi: cosa mi sta succedendo esattamente, che cos'è scattato dentro di me? Voglio imparare a fare i conti con le mie emozioni in maniera autonoma, governarle io stesso, o preferisco lasciare questo compito agli altri? Il primo passo sarebbe chiedersi: perché sono di malumore? Cosa l'ha fatto scattare? Mi serve inconsciamente per tiranneggiare gli altri?

Il buonumore è un sentimento non soltanto emotivo, ma anche intellettuale. Chi è curioso e aperto al nuovo ha la possibilità di vivere cose sorprendenti e inattese e si mantiene intellettualmente in costante movimento. Chi invece non fa domande non ottiene neppure risposte, non è stimolato e continua a segnare il passo”. (B. Weidt, Il malumore non nasce dal nulla, in Psicologia Contemporanea, n. 118)

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Lunedì, 23/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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