Benché il suo marchio sia "per sempre" l'amore ha problemi con il tempo. Come se pieno della gioia, della certezza, della vita e della bellezza incamerati nel folgorante inizio, volesse fare un fermo immagine sull'innamoramento e saltare direttamente all'eternità. Invece un mago cattivo, o se volete una fata saggia, lo scaraventano nel tempo, quello fatto di minuti e giorni inesorabilmente legati da un filo di normalità, e lo sfidano ad attraversare ciò che il tempo, scorrendo, porta con sé: il cambiamento. Così l'amore, che nasce come un dono, diventa nel tempo una vera impresa: faticosa sempre, a volte dura. Il principe diventa straccione, il cavallo azzoppato e la principessa piuttosto arruffata.

“Da cent’anni pensiamo solo all'Io: è un gravissimo errore. Dobbiamo cambiare rotta e capire che per essere felici dobbiamo mettere al centro il Noi. La famiglia oggi non è più una piccola orchestra, un luogo dove ognuno suona il suo strumento, una somma di io separati. Non funziona”.

Vittorino Andreoli, Io Donna, 11.01.2014

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Se notate che i vostri figli sono preoccupati o stressati, proponete loro di parlarne, di raccontarvi che cosa sta accadendo nella loro testa. Chiacchierate abituali possono aiutare a comprendere e a eliminare fattori di stress con cui i figli si confrontano, migliorando così la qualità della loro vita. Ricerche hanno evidenziato che una scarsa comunicazione da parte dei genitori è associata a carenze nella capacità decisionale di bambini e adolescenti. Parlare con i vostri figli e incoraggiare una comunicazione aperta e libera sui problemi che si presentano è altrettanto importante quanto una sana alimentazione, l’esercizio fisico e le ore di sonno necessarie.

Fonte: American Psychological Association

Pubblicato in IDEA! Consigli pratici

Vuoi che tuo figlio non gridi quando fa i capricci? Parlagli con calma e con un volume di voce normale, esprimendo il tuo disaccordo con il suo comportamento e chiedendogli di dire quello che sente, senza gridare. Se lo rimproveri alzando la voce peggiori la situazione.

Non si può chiedere a un bambino di fare qualcosa che i genitori non fanno. L’educazione è efficace quando i genitori sono coerenti e cercano di vivere per primi quello che chiedono ai figli.

Lunedì, 13 Aprile 2015 18:27

Ascoltare anche chi non la pensa come me

 

“Dialogare significa mettersi in gioco, accentando di avere come interlocutore non chi è pronto ad applaudirti, ma chi ha punti di vista differenti” (Z. Bauman, Famiglia Cristiana, 09.11.14). Mettersi in gioco significa accettare di confrontarsi alla pari, riconoscere pienamente la dignità dell’altro, non giudicarlo, accogliere il pensiero diverso dal mio, anche se non lo condivido.

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“Le relazioni umane sono all'insegna dell’imperfezione. Per questo la famiglia oltre a essere un sistema pratico è un sistema necessariamente imperfetto.
In famiglia non si tengono lezioni ma si vive, e vivendo ci si educa reciprocamente: ognuno influenza ed è influenzato. Ma è un sistema imperfetto, nel quale continuamente si fanno errori e continuamente si deve ricominciare.
Imparare a ricominciare ogni volta che si è sbagliato è tra l'altro uno degli elementi necessari per vivere bene, e possiamo farne esperienza proprio in famiglia, così come possiamo imparare che si può chiedere scusa ed essere sempre perdonati, e che si può imparare a riparare le relazioni nella sicurezza protettiva del legame reciproco”.

M. Ceriotti Migliarese, La famiglia imperfetta, Ares, pp 26-27

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Giovedì, 02 Aprile 2015 09:19

Mamme e papà, giocate con i vostri figli

I bambini italiani giocano da soli. Solo 4 genitori su 10 condividono con i figli questo momento di crescita e di svago che spesso viene delegato ai nonni. Lo sottolinea la Fondazione Movimento bambino.

Educatori e psicologi consigliano ai genitori di ritagliarsi un momento di gioco con i propri figli quando si torna dal lavoro o prima di andare a letto, per stabilire quell’abitudine che rimarrà nel tempo, anche nell’adolescenza. Perché giocando s’impara, anche a farlo.  

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Giovedì, 02 Aprile 2015 09:16

Godetevi i vostri figli, e lasciateli godere

Godetevi i vostri figli. Stare con loro per senso di colpa o per dovere vale poco, e,  in ogni caso,  la storia della “qualità del tempo” è un mito. Trovate delle attività che divertano entrambi. Tenete lontano dai vostri figli ”l’ansia da risultati”, ma insistete affinché in casa diano il loro contributo. Limitateli a un paio di sport o attività al massimo, così da lasciar loro il tempo “per esistere” e basta. Liberate voi e loro dalla “smania da competizione” e piuttosto dedicate quel tempo a passeggiate, giochi e conversazioni. Evitate in ogni campo un eccesso di competitività che vada oltre il sano divertimento. 

S. Biddulph, Crescere figli maschi, TEA, p 23

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Giovedì, 17/08/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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