Il primo dovere di un padre verso i suoi figli è amare la madre. La famiglia è un sistema che si regge sull’amore. Non quello presupposto, ma quello reale, effettivo. Senza amore è impossibile sostenere a lungo le sollecitazioni della vita familiare. Non si può fare i genitori “per dovere”. E l’educazione è sempre un “gioco di squadra”. Nella coppia, come con i figli che crescono, un accordo profondo, un’intima unione danno piacere e promuovono la crescita, perché rappresentano una base sicura. Un papà può proteggere la mamma dandole in “cambio”, il tempo di riprendersi, di riposare e ritrovare un po’ di spazio per sé.

Il figlio ha bisogno dell'amore forte dei genitori, fondato sulla volontà: andare avanti quando si ha voglia di mollare, fare le cose senza lamentarsi, quando costa farle. Il figlio ha bisogno dell'amore lieto fondato sul sentimento: il piacere di stare insieme, senza guardare continuamente l'orologio, senza pensare «stare con i figli è noiosetto, però dopo sì che mi diverto: ho un dvd che è la fine del mondo». Ci vogliono tutte e due le cose. E il sovrabbondare dell'una non implica l'altra, non necessariamente. Conviene perciò valutarsi: il mio amore per i figli è lieto e gioioso quando tutto va bene, ma tende a dileguarsi nei momenti difficili, che esigono il mio spirito di sacrificio?

Oppure è un amore robusto e sicuro nelle difficoltà, abituato a sacrificarsi, ma un po’ arido e spento nel manifestare la gioia dello stare insieme? Poi serviranno anni di lotta, in cui applicare la volontà e il buon senso (facilitare le cose con un po’ di astuzia), per avvicinarsi alla completezza. 

Aurelio Romano

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Ronchetto sul Naviglio non è un paese, è un quartiere periferico di Milano: lì abitiamo noi. E' un quartiere di anziani e meridionali: droga quasi non ne circola, la gente non si ammazza, con i coltelli ci si tagliano i peperoni. Qui ci sono coppie di coniugi che stanno insieme da 40, 50 anni e oltre. I figli vengono la domenica, quando nei parcheggi, solitamente ampi, non trovi un buco, come in corso Europa. Colpisce la naturalezza di questi legami, come se restare insieme per tutta la vita fosse la cosa più ovvia di questo mondo. Sembra di sentire san Pietro: «Signore, da chi andremo?», come a dire: «Sono rimasto tutta la vita con mia moglie, e che altro dovevo fare?». E invece dietro a questa semplicità, c'è una vita di lotte, di fatiche, di impegni vissuti insieme, di lavoro fuori casa e in casa. Decine di migliaia di ore trascorse con i figli e per i figli.

Un guizzo di umorismo balena tante volte in questi occhi. Come si potrebbe vivere senza sorridere, senza ridere appena si può?

E d'altronde il buon umore è il premio che riceviamo per la nostra fedeltà.

Aurelio Romano

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In un posto come Facebook, dove scorrono sotto agli occhi le opinioni degli amici, uno si chiede: se dico al mio amico che non sono d'accordo con lui, perderò l'amico? Così è un po' il fidanzamento: paura di essere conosciuti per come si è, per ciò che si pensa, paura di perdersi.

Perciò il fidanzamento è la grande stagione del mimetismo, dei travestimenti, delle commedie.

Un pochino è inevitabile: tutti abbiamo finto di saperne parecchio su Mozart per fare colpo su una fidanzata amante della musica classica...

Però seriamente: sulle cose importanti bisogna farsi conoscere, parlare, dire, affrontare. Tanto prima o poi salta fuori tutto... 

Quindi non conviene fingere una passione sfrenata per il gioco insieme ai bambini quando in realtà ci costa fatica stare con un bimbo anche solo pochi minuti. 

Quando la verità verrà fuori - e sicuramente accadrà - non sarà un bel momento.

Con la sincerità rischiamo molto meno. Infatti se abbiamo di fronte una persona di valore, constatare per lei che siamo sinceri varrà più dei difetti che riconosciamo di avere.

 

Aurelio Romano

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 La Tartaruga disse alla Lucertola: Abbi pazzienza, fermete un momento! E giri, e cori, e svicoli, e t'arampichi, sempre de prescia, sempre in movimento. Me fai l'effetto d'una pila elettrica...Te piace d'esse attiva? Va benone. Però l'attività, quanno s'esaggera, lo sai come se chiama? Aggitazzione: forza sprecata. E' la mania der secolo. Coreno tutti a gran velocità: ognuno cerca d'arrivà prestissimo, ma dove, proprio dove... Nu' lo sa.  

Le tecnologie mostrano ancora una volta la grandezza dell’uomo, della sua anima, della sua intelligenza.

Mercoledì, 18/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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