Uno dei due coniugi (di solito la donna) anticipa l'altro nell'intuizione che qualcosa non va. Mica per forza grandi cose, però cose significative. Le donne devono trovare il momento giusto per dirci: «Questa cosa mi fa soffrire». Lo schema proposto dallo psicologo americano Daniel Goleman (l’autore di «Intelligenza emotiva») prevede:

quando fai x
mi fai sentire y
potresti in futuro fare z ?

Eliminare assolutamente «tu sei egoista, tu sei stupido», perché nella migliore delle ipotesi l'uomo pensa: «Perché mi devo sforzare? Tanto sono egoista e stupido...».
E di nuovo: nel momento giusto...! Alcune donne fanno fatica a mettere a frutto una buona intuizione presentandola in modo casuale ed esplosivo...ma attenzione: l'obiettivo non è «sfogarsi», non è «cantargliele», ma ottenere un comportamento diverso, e migliore.

x, y, z.

Aurelio Romano

https://www.facebook.com/groups/279929062185139/

Educhiamo i nostri ragazzi a cercare la persona giusta, anche se sono ancora giovani. Ci sono in giro infatti troppi giovani del tipo «tutto intorno a me». 

La difficoltà è che, negli ambienti che di solito frequentano i nostri figli, questi coetanei egocentrici non sono affatto grezzi e ridicoli. Gli amici dei nostri figli sono spesso centrati su se stessi, ma hanno modi raffinati. Fanno parte magari di gruppi cattolici. Scrivono post edificanti su facebook. Partecipano a manifestazioni pubbliche encomiabili.

Il problema è che tutte queste cose buone sono ancora compatibili con il «tutto intorno a me» e non garantiscono l’altruismo, l’uscire da sé, il dono di sé.

Insegniamolo ai giovani: la persona «donata» si nota quando, una volta e un'altra ancora, fa cose utili per gli altri senza trarne alcun vantaggio. Quando accetta di spendere il suo tempo in cose da cui non trarrà riconoscimenti. Quando rinuncia a cose che le piacciono per il bene di un'altra persona. Quando non sceglie gli amici per un ben calcolato «do ut des».

Questo è il coniuge veramente «attraente» che i nostri figli devono cercare.

Di una «avvenenza» che durerà tutta la vita.

 
Aurelio Romano

https://www.facebook.com/groups/279929062185139

"Che regalo mi fai?" Domanda ricorrente, non solo tra i bambini ma anche tra adulti. Perché oggi pare proprio che il regalo sia tanto scontato da non suscitare più né stupore né attesa. Annullato il tempo del desiderio, il regalo è preteso, come fosse dovuto, nella logica del ricevere per i bambini, in quella dello scambio obbligato per i più grandi. Tutto è dovuto. In questa logica risulta evidente che viene annullata anche la dimensione del grazie. Se mi devi un regalo, non c'è motivo per ringraziare. Ben diversa la logica del dono, che porta in sé dimensioni quasi del tutto scomparse. Stupore e meraviglia, profonda riconoscenza e dunque immediato ringraziamento.

“Ma, io mi aspettavo che tu...”. E chi lo sapeva? Potrebbe rispondere l’altro, ma non sarebbe carino. E’ vero, ci aspettiamo dagli altri cose di cui non abbiamo mai espresso il desiderio. Le nostre aspettative restano nella mente, nella memoria e non escono fuori. Abbiamo il pudore o l’orgoglio di non manifestarle. “Ci dovresti pensare da solo/a...Non c’è bisogno che te lo dica, no?!!”.

 “La prima fase di vita di una coppia è quella dedicata a conoscersi nella quotidianità, fase delicata ma anche allegra e decisamente divertente se è possibile viverla senza troppo affanno.

Mercoledì, 18/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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