Leggere le pagine di un libro ci mette in comunicazione con il suo autore e il suo mondo. Osservazioni, riflessioni, valori di un altro, che ci possono stimolare e arricchire. In questa rubrica pubblichiamo brani estratti da libri che riteniamo di valore. Una breve ricreazione intellettuale che può offrirvi l’occasione di nuove scoperte, nuovi punti di vista.


Davanti alla fatica di crescere, i nostri figli rischiano di convincersi che basta un doping emotivo, sempre a portata di mano, per affrontare ogni difficoltà. Del resto noi genitori abbiamo spesso cercato di cancellare con gli stessi strumenti la nostra paura di invecchiare, di perdere ruoli e prestazioni. Quindi, ragazzi molto confusi si tengono in forma e su di morale con sostanze che li confondono ancora di più, mentre i loro genitori allontanano la paura di invecchiare e di sembrare inadeguati facendo ricorso a un ritocco con il botulino, a dosi massicce di Viagra o antidepressivi, e magari si tirano su con qualche canna, ormai sempre più rimedio adatto a ogni età.

«Mens sana in corpore sano» è una frase dello scrittore romano Giovenale che credeva che la salute dell'anima e del corpo fossero due cose entrambe degne della ricerca dell'uomo. Un proverbio che ci esce fuori dalle orecchie, ma che non smette di essere vero. Lo è tanto più per i nostri bambini, e questo non può che richiamarci al compito di un'educazione alimentare. Impresa che è facile solo all'apparenza, perché con i semplici divieti sembra che non si vada molto lontano. Così sostiene il pediatra Luca Ramenghi, che da una parte disapprova l'eccessivo consumo di merendine, ma dall'altra sostiene che «vietare è peggio».

In effetti anche Francesco Morricone, responsabile dell'unità operativa di diabetologia e malattie metaboliche dell'Irccs policlinico San Donato, conferma che nei prodotti preconfezionati spesso esistano molti grassi trans, tra i maggiori responsabili dell'accumulo del grasso nell'addome. Ma anche i prodotti con zuccheri semplici (fruttosio e saccarosio) sono da evitare. Usiamo il buon senso, dice Morricone, demonizzare non va bene, a volte la merendina ci può stare. Ma ci sono cose con cui bisogna essere talebani: le bevande zuccherate, che secondo una ricerca del new England Journal of medicine favoriscono l'accumulo di grassi e l'obesità.

Ervi è una beccaccia agile e intelligente, molto intelligente. Con i suoi compagni vola nei boschi e nelle città. Preferisce i boschi di querce. Ovunque voli, osserva la vita di tutti gli esseri per impararla. Il suo occhio è vispo e curioso. Si interessa a tutto quello che di bello e nuovo vede.
Stanno bene insieme Ervi e i suoi compagni, Gar, Ampor, Sepet, Nok, che sono i capifamiglia di altre beccacce.
Volano sempre insieme perché è più facile e ci si aiuta. In gruppo si fende meglio l’aria. A turno una di loro si mette in testa al gruppo e lo guida.  Se una di loro avvista qualcosa da mangiare lo segnala agli altri con un sibilo particolare che tutti riconoscono. E’ una specie di Frrii-frii, emesso dalla gola.
Tutti seguono l’amico che ha visto dove andare a mangiare, arrivano sul posto e beccano.

A volte basta poco per far stare bene qualcuno, per rompere il guscio della solitudine, per  fare un passo in quella direzione. Se di fronte abbiamo un dodicenne immuosonito e chiuso è molto più difficile, è inutile negarlo; ma si può comunque fare qualcosa, anche di piccolo, ma importante per un adolescente.

Amici Virtu@li>, il romanzo dello scrittore David Conati, racconta la storia del giovane Marco Borghesi, dodici anni, alle prese con una nuova classe. La strada è  in salita. Viene dalla campagna e si ritrova in una scuola di città, l’unico senza facebook, presto isolato, finisce per giunta per essere vittima dei bulli. E a casa non va meglio (i genitori sono separati tra l’altro). La pagina qui sotto racconta uno stralcio di conversazione in famiglia.

 

Molti equivoci vengono dal tono della voce: un partner può fare una richiesta normale, ma il tono emotivo può essere estremamente autoritario, senza che ne sia consapevole. Questo può avvenire a causa del fatto che nella famiglia di origine era considerato normale dare ordini o avere un tono alto; il partner può reagire a questo tono sentendosi prevaricato; magari per un po' di tempo accetta questa modalità, in quanto anche lui non è consapevole, poi a un certo punto risponde in malo modo dicendo che non è un servo e scatta un litigio. Il problema si risolve migliorando il tono della voce e dimostrando che l'intenzione non è quella di dare ordini, ma di chiedere collaborazione; prendendo inoltre coscienza che è una modalità arcaica che sarebbe utile cambiare. 

G. Bassi, R. Zamburlin, La comunicazione nel rapporto di coppia, San Paolo, pp. 16-17

Sabato, 21/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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