IDEA! Consigli pratici

“Da cent’anni pensiamo solo all'Io: è un gravissimo errore. Dobbiamo cambiare rotta e capire che per essere felici dobbiamo mettere al centro il Noi. La famiglia oggi non è più una piccola orchestra, un luogo dove ognuno suona il suo strumento, una somma di io separati. Non funziona”.

Vittorino Andreoli, Io Donna, 11.01.2014

Se notate che i vostri figli sono preoccupati o stressati, proponete loro di parlarne, di raccontarvi che cosa sta accadendo nella loro testa. Chiacchierate abituali possono aiutare a comprendere e a eliminare fattori di stress con cui i figli si confrontano, migliorando così la qualità della loro vita. Ricerche hanno evidenziato che una scarsa comunicazione da parte dei genitori è associata a carenze nella capacità decisionale di bambini e adolescenti. Parlare con i vostri figli e incoraggiare una comunicazione aperta e libera sui problemi che si presentano è altrettanto importante quanto una sana alimentazione, l’esercizio fisico e le ore di sonno necessarie.

Fonte: American Psychological Association

“Le relazioni umane sono all'insegna dell’imperfezione. Per questo la famiglia oltre a essere un sistema pratico è un sistema necessariamente imperfetto.
In famiglia non si tengono lezioni ma si vive, e vivendo ci si educa reciprocamente: ognuno influenza ed è influenzato. Ma è un sistema imperfetto, nel quale continuamente si fanno errori e continuamente si deve ricominciare.
Imparare a ricominciare ogni volta che si è sbagliato è tra l'altro uno degli elementi necessari per vivere bene, e possiamo farne esperienza proprio in famiglia, così come possiamo imparare che si può chiedere scusa ed essere sempre perdonati, e che si può imparare a riparare le relazioni nella sicurezza protettiva del legame reciproco”.

M. Ceriotti Migliarese, La famiglia imperfetta, Ares, pp 26-27

Godetevi i vostri figli. Stare con loro per senso di colpa o per dovere vale poco, e,  in ogni caso,  la storia della “qualità del tempo” è un mito. Trovate delle attività che divertano entrambi. Tenete lontano dai vostri figli ”l’ansia da risultati”, ma insistete affinché in casa diano il loro contributo. Limitateli a un paio di sport o attività al massimo, così da lasciar loro il tempo “per esistere” e basta. Liberate voi e loro dalla “smania da competizione” e piuttosto dedicate quel tempo a passeggiate, giochi e conversazioni. Evitate in ogni campo un eccesso di competitività che vada oltre il sano divertimento. 

S. Biddulph, Crescere figli maschi, TEA, p 23

“Io ci tengo a te”. Gli altri hanno bisogno di sentirselo dire da noi, non basta che lo pensiamo. Gli altri hanno bisogno di sentire “Grazie” per il bene che riceviamo da loro e di sentirsi amati. È così semplice. E se esprimiamo questi sentimenti il lunedì, gli altri hanno bisogno di risentirseli dire anche in altri giorni. Le parole che “risanano” e incoraggiano vanno ripetute ancora e ancora. Ho un amico che sa come far sapere agli altri che contano per lui e sono apprezzati. A volte interrompe la nostra conversazione per dirmi, con un gran sorriso: “Sai che cosa mi piace di più di te?". E prima che possa rispondere mi dice quali cose positive trova in me quel giorno.

Hal Urban, Le parole che valgono, pp 115-116

 

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Domenica, 22/10/2017

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