Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano. 

Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto: “Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 euro. Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 euro. Per essere andato a comprare il latte: 0,50 euro. Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 euro. Per aver preso due volte “ottimo” a scuola: 2 euro. Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere: 1 euro. Totale: 9 Euro”. 

La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse: “Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 euro. Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 euro. Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 euro. Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 euro. Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 euro. Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti ho preparato: 0 euro. Per la vita che ti do ogni giorno: 0 euro”. 

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio. 

Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi. Girò il foglio e sul suo conto scrisse: “Pagato”. 

Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci. Quando nei rapporti personali e famigliari si cominciano a fare i conti, bisogna accorgersi che l’amore è malato e bisogna curarlo. L’amore o è gratuito o non è amore.

 

Jean Guitton dice che quando siamo fuori di noi per la rabbia ciò che desideriamo è fare male. Senza alcun rispetto per l'altro. Questa è l'essenza dell'odio. E' molto più facile fare male a chi amiamo di più, perché ne conosciamo l'intimità così nel profondo da sapere esattamente dove colpire per lasciare la ferita più profonda. Quando litigano marito e moglie, è lì che il coltello affonda con più profondità, perché la comunione è tale da lasciare ben poche parti dell'anima velate. E la familiarità produce quell'esperienza del dolore altrui da fornire, nell'impeto dell'ira, l'arma giusta nel momento giusto e mettere in bocca quella parola, che se ad un estraneo può apparire inoffensiva, tra coniugi assume la violenza di una mazza chiodata.

Il dramma, che la passione incollerita del momento nasconde - e c'è un che di diabolico in questo - è che l'unione è tale che ferendo l'altro, il colpo si riversa anche su di noi. E probabilmente va più in profondità, perché alla sofferenza si somma la vergogna.

Quando c'è: perché qui c'è la perla da scoprire. Provare rimorso, pentimento, misericordia per risalire insieme. Se prevale il rancore, il torto subìto, il desiderio di vendetta, è la nostra stessa vita che si sta sgretolando.

Lunedì, 11/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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