I bambini hanno bisogno di sviluppare la loro indipendenza. Tutte le volte che li affidate alla baby sitter o li lasciate a casa di un amico a giocare, o quando sono davanti alla TV mentre rassettate, non li state trascurando, non siete genitori in difetto, ma state mantenendo un equilibrio. Le attività di ogni giorno, il lavoro, la cura della casa, richiedono tempo, come lo richiede la cura dei figli.
E' bene imparare a distinguere il senso di colpa, indotto da un'idea irreale di genitore perfetto o quasi, da una sana coscienza che avverte quando effettivamente ci sono trascuratezze nei confronti dei figli.
Il senso di colpa può innescare comportamenti dannosi per i figli. Secondo uno studio dell'Università di Cambridge, i genitori che si sentono in colpa tendono ad essere molto permissivi, e quindi eccessivamente indulgenti con i propri figli, con il risultato che nelle classi elementari arrivano sempre più bambini difficili da controllare ed eccessivamente indisciplinati (Fonte: Angela Frenda, Corriere della Sera, 09.03.2013). Meglio confrontarsi tra papà e mamma sugli atteggiamenti da assumere nei confronti dei figli; la collaborazione reciproca fa superare più facilmente i dubbi e libera da inutili sensi di colpa.

La redazione

Libertà di sbagliare e di dire "mi sono sbagliato...". Libertà di non sapere, di non essere sempre all'altezza delle aspettative altrui, delle domande o delle prestazioni che ci chiedono gli altri. In pratica essere e mostrarsi persone normali. Perché è normale sbagliare. Siamo tutti d'accordo sul principio, ma nel momento della vergogna l'istinto ci spinge a dissimulare i nostri errori, a evitare che gli altri se ne accorgano.
Nell'ambiente di lavoro, ma anche in famiglia, siamo restii a mostrare la nostra vulnerabilità, i punti deboli. In famiglia è più difficile nasconderci, perché vivendo tutti insieme non possiamo infiocchettare la realtà più di tanto.

Il mondo del lavoro è per i giovani un'incognita. Dovrebbe essere un nuovo orizzonte che si apre davanti, ricco di avventure in cui si cresce, si matura, sviluppando e applicando le conoscenze acquisite, facendo esperienza e imparando sempre. I media invece insistono sulle note dolenti della crisi e ripetono parole dolorose che seminano sfiducia: paura, incertezza, instabilità, disoccupazione, decrescita...E' tutta così la realtà? No, lo sappiamo dai dati statistici. Esistono molte attività economiche sane e vitali, sono disponibili posti di lavoro in diversi settori (però bisogna voler lavorare lì dove c'è l'offerta).
"Ce la farò?", "Sono all'altezza?", "Mi accetteranno?" sono le domande più o meno segrete che un giovane – ma anche un adulto collaudato – può macinare dentro di sé. Paura di sbagliare, paura di fallire, paura di...Molte paure, troppe. Paure che tutti hanno provato. Come se l'incertezza, l'errore, l'incapacità-di siano eccezioni inammissibili e temibili. Ma questo è immaginario, non realtà. Se allora un adulto, magari di successo, racconta che anche lui, nonostante esperienza e successo, incontra i suoi momenti no, difficoltà, calo di performance, fallimenti, allora la visione cambia, si torna con i piedi per terra.
"Rileggo quello che ho messo giù e penso: fa pena, Niccolò, fa veramente pena. Allora riscrivo una frase, oppure la sposto, le cambio un verbo, un aggettivo... finché, lentamente, dopo aver maledetto il mestiere di scrittore, mi sciolgo, sento che l'immaginazione comincia a funzionare, i pensieri diventano più fluidi e allora è come quando vai in bicicletta, quando rompi il fiato e senti che le gambe vanno, e chi più pedali e ci dai dentro, più corri". (F. Roncone, Scrivere è come andare in bicicletta, intervista allo scrittore Niccolò Ammaniti, Io Donna, 28.04.12).
Questa confidenza è bastata per guarire l'ansia di un giovane con aspirazioni professionali nella scrittura.
"L'intervista a Niccolò Ammanniti, pubblicata su Io Donna del 28 aprile, mi è piaciuta perché, rispondendo alle domande "tecniche" (dove trova le idee e come si organizza per scrivere un romanzo), mi è servita come antidoto contro l'ansia. Sì, perché sto seguendo un corso di scrittura creativa. Ho soltanto 21 anni, ma sogno da sempre di scrivere un libro. Mia madre, insegnante di italiano in un liceo classico, è la sola persona alla quale ho confidato questa mia aspirazione e che mi incoraggia. E se mi incoraggia lei, sento di potercela fare. Ma i dubbi come futuro scrittore si scontrano appunto contro l'ispirazione che non arriva, la sensazione che sia un mestiere dannato, la paura di non farcela. Dunque, grazie per avermi fatto conoscere le paure di uno che è già "grande". (Domenico Podotri, Io Donna, 12.05.12).
Incoraggiare e far prendere confidenza con i limiti umani comuni a tutti sono elementi indispensabili per l'orientamento professionale dei giovani e per sostenerli nel perseguire obiettivi realistici.

Marco Manica

La crisi economica ha messo in gravi difficoltà numerose aziende. Imprenditori che hanno costruito e fatto vivere con anni di lavoro la loro azienda si trovano ad affrontare il crollo degli ordini e l'insolvenza dei clienti. Il problema non è solo economico, ma prima di tutto umano. Se i singoli non possono fare molto per risolvere i problemi economici di un'azienda in crisi, possono comunque essere vicini a persone che hanno investito la vita nella loro impresa e che ora vedono in poco tempo annullato l'impegno di molti anni. Per offrire una risposta a queste urgenze, la Caritas di Treviso ha promosso il progetto Penelope, coordinato dallo psicologo Giovanni Favaro: un centro d'ascolto per essere vicini agli imprenditori soffocati dalla crisi.

"Non si tratta – spiega Favaro - di una mera consulenza professionale, ma di un orientamento e di una presa in carico dal punto di vista umano. Il carico di sofferenza psicologica che il piccolo imprenditore si porta dentro è sempre molto elevato. Per lui è spesso difficilissimo accettare la sconfitta, vissuta come disonorante al massimo. Noi cerchiamo di far capire loro che se salta il lavoro, c'è sempre la persona. Più che risolvere i problemi aziendali cerchiamo di far sentire alla persona che non è sola. La condivisione del problema è fondamentale per uscirne". "Il problema vero - spiega il segretario generale Filca Veneto, Salvatore Federico - è l'indifferenza. Quella di cui è vittima chi è costretto a lavorare in condizioni non sicure, e quella di tanti imprenditori che ogni giorno si trovano a confrontarsi con aziende e con enti pubblici che non pagano i servizi ricevuti".

Nel Veneto stanno sorgendo centri di ascolto che riuniscono manager depressi. La Usl di Pieve di Soligo (TV) aprirà un gruppo di sostegno chiamato "Over 40", per offrire sostegno alle persone che perdono il lavoro in età matura. Sono già attivi circa un centinaio di gruppi di "auto mutuo aiuto". La Confartigianato di Asolo-Montebelluna ha istituito il servizio "Life Auxilium" che offre alle aziende in difficoltà un supporto tecnico, legale e psicologico.

A Padova sono attivi da tempo alcuni sportelli con pool di psicologi, commercialisti e avvocati. Veri e propri centri per malati di crisi che ricevono centinaia di richieste d'aiuto. (Corriere di Verona, 14.04.12).

Ognuno può offrire sostegno umano. Superare l'imbarazzo di non sapere che cosa fare, di affrontare una realtà al di sopra delle nostre forze. Vincere il timore di condividere con un altro - vicino di casa, conoscente, collega - che si trova in serie difficoltà, l'ansia e l'impotenza. Le parole sincere di conforto hanno il loro effetto, ma vale soprattutto la presenza fisica e morale, l'ascolto dello sfogo. Gesti semplici possono alleviare il senso di solitudine. Una telefonata ogni tanto, un invito a mangiare insieme o a un'occasione di svago, una lettera, sensibilizzare e coinvolgere altre famiglie del condominio e del quartiere in cui si vive possono contribuire a rendere più sopportabile un periodo particolarmente duro dell'esistenza.

Quando acquistiamo qualcosa in un negozio è nostro diritto ricevere lo scontrino fiscale. E’ un sistema semplice per incentivare il pagamento delle tasse da parte di tutti.

È una cultura da diffondere, anche tra i giovani. In questa direzione si è mosso il comando della Guardia di finanza di Firenze, promuovendo il progetto “Tasse ed evasione fiscale. Che cosa posso fare io?” nelle scuole medie fiorentine. L'obiettivo è far comprendere ai giovani l'importanza dei piccoli gesti quotidiani e il beneficio di cui tutti godono se l’intera comunità paga le tasse.

Venerdì, 15/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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