Invitare i ragazzi a pensare prima di decidere

«Etica significa comprendere che c'è una responsabilità nella professione che si andrà a svolgere – dice Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano -. E questa riflessione se parte qui, dentro le aule dell'università, ha più chance di aver successo». «Le competenze tecniche devono essere affiancate da una capacità nuova di saper lavorare a stretto contatto con figure professionali diverse. I nostri studenti dovranno sempre di più impossessarsi di linguaggi diversi, imparare a lavorare su tavoli multidisciplinari e misurarsi con culture differenti». (…).

Ma la sfida più urgente è anche quella di "studiare" gli studenti. «Quando trent'anni fa sono entrato al Politecnico di Milano le prime cose che ho imparato sono metodo e rigore. Due caratteristiche distintive dell’ingegnere. Quello che hanno le nuove generazioni è una certa fretta nell'affrontare i problemi. Cercano subito la soluzione, non impostano prima il problema, non lo concettualizzano. Forse perché le tecnologie digitali, i motori di ricerca e internet inducono ad agire in questo senso”.

(Giovanni Azzone a colloquio con Luca Tremolada, Il lato etico del tecnico, NOVA – Il Sole 24 ore, 08.07.10).

Genitori si è sempre, quando i figli sono piccoli e quando diventano più grandi. Il periodo universitario comporta spesso un distacco più marcato dalla famiglia e una maggiore autonomia, a maggior ragione se si sceglie di andare a studiare in un’altra città. La relazione con la famiglia è tuttavia indispensabile, non viene meno il ruolo dei genitori come le persone di cui ci si fida di più - anche se apparentemente non sembri così -, i consiglieri più affidabili in molte scelte.

Le qualità e abilità di cui parla Azzone, necessarie nel mondo del lavoro, si possono preparare e facilitare in famiglia, gradualmente. L’etica della responsabilità nel lavoro può essere trasmessa ai ragazzi in molte occasioni in cui chiamarli a rispondere delle loro scelte e azioni. E’ a volte presente nei genitori la tentazione di sostituirsi ai figli nelle scelte che possono compiere da soli. Invece l’allenamento delle scelte, dalle più semplici alle più complesse, cercando di trovare il bene, forma alla libertà responsabile.

Invitare a pensare prima di decidere. I ragazzi oggi non ricevono messaggi in tal senso, ma nella direzione del fare, velocemente, in fretta.

“Sei sicuro che sia il momento giusto per…?”, “E’ una decisione importante che devi prendere, non converrebbe attendere e raccogliere intanto pareri di altre persone?”, “Hai pensato anche all’eventualità che…”. Sono domande rispettose dell’autonomia del ragazzo che lo stimolano all’esplorazione, ad avere pazienza nell’arrivare all’obiettivo, a una disciplina di pensiero che apre la mente e che lo facilita anche per maturare la capacità di accogliere persone e pensieri di culture diverse come accadrà sempre più nello scenario del lavoro.

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  • Sottotitolo: L’etica della responsabilità nel lavoro può essere trasmessa in famiglia ai ragazzi in molte occasioni in cui chiamarli a rispondere delle loro scelte e azioni

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Venerdì, 15/12/2017

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