"E' prontoo!... A tavola!”

A tavola si atterra come su una portaerei al termine di una missione. Piloti stanchi, carburante quasi esaurito, velivolo da mettere a punto. Il cibo è lì, la fame preme. Lei è arrivata dall’ufficio e ha cucinato. Lui è tornato dal lavoro con alcune grane che dovrà risolvere nel pomeriggio. I ragazzi arrivano alla spicciolata gettando gli zaini dove capita.
In questo scenario come si avvierà una conversazione? Di che cosa si parlerà?

Tempo di decompressione
Lasciare a ognuno il tempo di riprendere fiato e di cominciare a metabolizzare pensieri, frette, corse e affanni. Al termine della gara ad ostacoli, l’atleta continua a correre per un po’, diminuendo progressivamente la velocità; ha bisogno di un tempo di defaticamento prima di fermarsi. Salutarsi, scambiarsi sguardi possibilmente sorridenti, esclamazioni, battute, possono allentare tensioni e stanchezze che tutti hanno accumulato.

Rispettare il silenzio degli altri
Il silenzio ci può mettere a disagio. Parole, musica, rumori riempiono il nostro udito, che ormai comunica al nostro cervello che il silenzio è anomalo. Ma non è così. C’è un silenzio di chiusura, ma c’è anche un silenzio di stasi, fermo macchina: non c’è nulla da dire in quel momento o non si ha voglia di parlare. Meglio non incalzare con domande chi tace per costringerlo a parlare, come se ci sentissimo respinti. Rispettiamo invece quel silenzio fisiologico.

Com’è andata oggi a scuola?
La domanda fatale che i ragazzi vorrebbero cancellare dalle comunicazioni familiari. Mettiamoci nei loro panni. “Com’è andata…” fa riferimento al loro rendimento, quindi è una domanda solo apparentemente generica. Pensiamo che ai ragazzi piaccia parlare di questo? A scuola i ragazzi cercano le relazioni con i compagni, si interessano della festa che si farà, della partita che si organizza, commentano tra di loro com’è un profe e com’è l’altro, la bravata che ha fatto uno di loro, le ultime notizie sui flirt in corso.
Lasciamoli tranquilli e se hanno voglia di parlare ascoltiamoli. Partiamo da loro, da quello che dicono, non dalla nostra voglia di sapere quello che fanno. Anche se chiedono semplicemente “Mi passi l’acqua?”, mentre gli porgiamo la bottiglia possiamo aggiungere qualche parola che ci viene in quel momento e che può dare il via a uno scambio di battute.
 

Additional Info

  • Sottotitolo: Conversazioni a tavola. Alcune idee per creare un clima disteso e positivo quando pranziamo insieme in famiglia

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Martedì, 17/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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