Come sta mio figlio?

Come va mio figlio?” E’ la classica domanda che molti genitori rivolgono all’insegnante.
Comunica il desiderio di conoscere come si comporta il figlio a scuola, come sta imparando, se ci sono progressi. Sembra però che oggi molti genitori si interessino più dello stato emotivo dei figli che del loro rendimento.
Come sta mio figlio?”, chiedono.

“Dieci anni fa i genitori si informavano sull’andamento scolastico dei bambini, ora vogliono la loro radiografia emotiva” spiega Rosella Alberizzi, insegnante in una scuola elementare milanese. In fondo vogliono sapere se sono o meno dei bravi genitori. (Il Corriere della Sera, 29.01.11).
Un insegnante di scuola media, quando i genitori gli chiedono “Come va mio figlio?..”, risponde a volte, con tono un po’ provocatorio: “Ma suo figlio, CHI E’?”.
Vuole mettere l’accento sulla conoscenza della persona, che deve precedere tutto il resto. E’ ovvio, ma nella vita non sempre ce ne ricordiamo. Abbiamo fretta di ricevere e dare risposte e passare ad altro. Abbiamo fretta di risolvere i problemi, di trovare soluzioni. Conoscere i nostri figli è un percorso che non termina mai.
Com’è mio figlio?”, potrebbe forse essere allora la domanda appropriata, in un percorso di collaborazione efficace tra scuola e famiglia.
 

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  • Sottotitolo: Oggi ci sono genitori interessati più allo stato emotivo dei figli che al loro rendimento. Ma l’obiettivo resta quello di conoscere meglio i ragazzi

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Venerdì, 15/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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