Aiutiamo i ragazzi a scegliere: così imparano la libertà

“Ho paura del futuro…iniziare il liceo… Ci sono tante cose ke nn puoi controllare, mi manca qualcosa ma non so ke kosa... Voglio che tutto migliori ... ma non so da dove cominciare!“

Sono parole del blog di una ragazza che confida worldwide il suo segretissimo tormento, simile in tante lettere che ricevo. La paura è il denominatore comune delle vite dei ragazzi quando c'è in gioco il futuro: è il segno che stanno entrando nella realtà. Spesso anche io ho paura, ed è il messaggio che la realtà manda per dirmi che la mia libertà è in gioco: la paura è la vertigine della libertà. Ma io ho 33 anni, diverso è quando la paura attanaglia il cuore di un’adolescente confusa sul presente, figuriamoci sul futuro. Per questo i genitori non possono aver paura, o almeno non possono aver paura di averne, di fronte alle nuove scelte dettate dalla riforma. Come consigliare senza sostituirsi?

La scelta non è il giudizio universale: se si sbaglia, si corregge il tiro. Educare non è essere infallibili, ma servire le vite a noi affidate, gradualmente incoraggiandole ad essere sé stesse, senza sconti. I ragazzi vogliono essere provocati, messi nel gioco della vita, protetti sì dalla paura, ma non dalla libertà: non c'è montagna più alta di quella che non si scala.
Dato che la vita, a raccontarla, consiste nelle scelte che fai nelle circostanze che ti è dato vivere, questa, che è forse la prima vera di un ragazzo, è occasione di crescita personale e familiare. Educare è provocare la libertà a scegliere, e si può scegliere solo se si conosce la realtà.
  (Alessandro D’Avenia , Avvenire, 30.01.11)

 

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Domenica, 17/12/2017

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