Sentirsi soli

“È un'idea illusoria della vita emotiva che due metà, due parti formino un intero (…). Mai due vasi rotti diventano sani col fatto di stare uno accanto all'altro, in coppia. Il presupposto del buon legame amoroso è che l'accoppiamento non sia di due metà, ma di due interi" (A. Todisco, Rimedi per il mal d’amore, Mondadori, p. 182).

Il senso di solitudine accompagna la vita umana. Neppure la vita in famiglia può eliminare completamente il senso di solitudine che a volte sperimentiamo, perché nessuno può essere compreso completamente da un'altra persona, ci sarà una parte più o meno ampia che non potrà essere né conosciuta, né compresa. Del resto ognuno conosce se stesso solo parzialmente e impara a comprendersi durante gli anni, non in un tempo breve. Tanto più difficile comprendere l'altro, e illusorio aspettarsi di essere capito sempre e del tutto. Uno dei punti di partenza di una relazione felice è quindi l’accettare il senso di solitudine che ci accompagna e non aspettarsi che sia riempito completamente dall'altro: sarebbe una pretesa destinata alla delusione, perché è una meta irraggiungibile.

"Accettare la propria solitudine è segno di maturità, di non essere succubi della dipendenza affettiva, ma capaci di intimità, di fedeltà e quindi di amicizia accettando, qualora fosse necessario, di farsi da parte per il bene dell'altro. L'esperienza della solitudine, con la sua sofferenza, mostra la nostra situazione esistenziale di povertà, di incapacità a colmare il cuore vuoto; la sofferenza che essa comporta, se riconosciuta e accolta come un elemento caratteristico dell'essere creatura, può favorire la qualità delle relazioni, superando la tentazione di strumentalizzare l'altro/a per colmare il proprio vuoto interiore. La dimensione essenziale che ogni uomo sperimenta nella solitudine è dunque segno di un'intimità che va custodita e rispettata: il nostro animo non è uno specchio trasparente che tutti possono leggere, ma custodisce un segreto che spesso neppure noi conosciamo”. (G. Cucci, La Civiltà Cattolica n. 2011, pp 578-579)

 

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  • Sottotitolo: E’ un’esperienza che tutti proviamo. Il senso di solitudine fa parte della vita, anche in famiglia, e può favorire la qualità delle relazioni

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Lunedì, 11/12/2017

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