Compiti a casa: spiegare la lezione ai genitori fa bene alla memoria

Come aiutare i figli a fare i compiti? Facendoli insieme? Imparando quello che studiano per poi spiegarglielo?

Una cosa più semplice da fare c’è. Per uno studente è utilissimo porsi come compito quello di insegnare a qualcuno quello che ha imparato. Solo se mentre si studia si sa di dover spiegare a qualcuno quello che si legge, si arriva a padroneggiare la materia. «Quando hai finito di studiare mi spieghi questa cosa che l’ho dimenticata?». E automaticamente lo studente legge i testi in modo da isolare le cose importanti.

In modo da cercare quei punti focali che lo aiuteranno poi a far capire l’argomento al papà o alla mamma che ascoltano. Nello studio è fondamentale essere attivi: leggere e ascoltare non bastano, sono troppo passivi. Dopo due settimane ricordiamo il 90 percento di ciò che abbiamo discusso e spiegato e solo il 10 percento di ciò che abbiamo solo letto e ascoltato.

Un aiuto importante viene poi dal sonno. A letto si memorizza meglio, dice il neurobiologo Wenbiao Gan della New York University of Medicine. Mentre dormiamo il nostro cervello stabilizza e rinforza la memoria. Passare le notti in bianco a cercare di apprendere il più possibile non serve dunque a molto. Meglio alternare almeno cinque o sei ore di sonno. 

Andrea Lugoboni

 

Fonte: Giuliano Aluffi, Studiare meno ricordare di più, Il Venerdì di Repubblica, 27.06.2014

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  • Sottotitolo: Ricordiamo molto di più se spieghiamo a un altro quello che abbiamo letto

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Domenica, 17/12/2017

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