Tenere a bada le persone super-critiche

Le persone super-critiche sono quelle che accumulano materiale in abbondanza su quello che gli altri “non” sono e “non” hanno fatto.

Potrebbero scrivere dei libri sul “non” riguardo agli altri. E’ curioso dedicarsi a quello che “non c’è” negli altri e, magari, amareggiarsi. E’ come chiudere gli occhi davanti a un film e lamentarsi delle scene che ci sarebbero potute essere; avere sete, avere acqua e protestare per l’assenza dell’aranciata; guardare la statua della libertà e pensare che forse sarebbe andato meglio il braccio orizzontale; il Colosseo? Perché non aver costruito al suo posto dei bagni pubblici?

Se ascoltiamo i giudizi di queste persone e ci crediamo siamo spacciati. Sono bravissimi a farci sentire in colpa perché richiamano la nostra attenzione su quello che “non” abbiamo fatto, su quello che “non” è accaduto. E noi, forse un po’ preoccupati, cerchiamo di capire come mai “non” abbiamo pensato di fare quella cosa che l’altro ha pensato. Ci avviamo a un percorso fuori strada, con strettoie, salite ripide, improvvise curve a gomito, sobbalzi. Se dipendiamo dai loro giudizi, ci complichiamo la vita.

Può anche accadere che diventiamo noi super-critici di noi stessi. Sostituiamo a una sana coscienza, un tribunaletto con un giudice (il nostro io) acido e risentito che ci punta il dito addosso ogni volta che facciamo qualcosa al di sotto delle nostre aspettative, oppure che drammatizza ogni piccolo errore.

Più che cercare di ignorare le lamentele esterne o interne a noi, possiamo provare a esagerarle ancora di più per mettere in luce la loro inadeguatezza. Si alza il sipario di un teatrino allestito nella nostra immaginazione con un pubblico che fischia, urla, dà in escandescenze non appena sbagliamo a dire una parola. Inoltre possiamo dialogare con le lamentele, esponendo con calma le nostre ragioni, sia che il brontolio provenga da vicini, sia che abbia origine nella nostra mente.

Marco Manica

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  • Sottotitolo: Sono bravissime a far sentire in colpa gli altri. Ma accade anche che noi diventiamo super-critici di noi stessi

2 comments

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    Maria Grazia Nofroni Corradi Domenica, 28 Dicembre 2014 19:24
    mi sembra tanto importante anche nell'educazione vedere sempre la bottiglia mezza piena e valorizzare sempre il buono che c'è , partire dai pregi e non dai difetti , non criticare la persona, ma se mai il comportamento...conosco persone adulte che si portano ancora dentro ferite dell'infanzia , perché genitori o insegnanti hanno detto loro " non sei capace di far niente...guarda tuo fratello o quel tuo amico... " Queste persone sono più esposte a depressione e spesso trattano moglie e figli come sono stati trattati loro , creando incomprensioni e cattiva comunicazione...
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    Fabio Mercoledì, 24 Dicembre 2014 08:39
    E' molto giusto ciò che scrivi, effettivamente piace a tutti essere apprezzati per i successi nel lavoro o in altre faccende, mentre tendiamo a nascondere le cose che ci riescono meno bene.
    Insomma vale il proverbio: "il merito ha molti padri, ma la colpa morì orfana"

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