Bambini liberi di giocare all’aperto diventano adolescenti più sicuri

Quante volte, nelle sere d’estate, la mamma si arrabbiava con noi perché era ora di cena,  bisognava tornare a casa, e come al solito eravamo in ritardo…E noi ancora lì, anche se faceva quasi buio, con i pantaloni sporchi, tutti sudati a giocare a calcio, a nascondino, o ai soldati. Quei divertimenti erano troppo belli e ci facevano dimenticare la fame. Se qualcuno ci avesse detto che queigiochi avrebbero aiutato molto la nostra intelligenza creativa e avrebbero fatto sentire i loro benefici influssi nell’adolescenza, non lo avremmo certo ascoltato.

Invece la psicologia oggi si interessa di questo fenomeno. Peter Gray, professore al Boston College, si è servito di una grande quantità di dati e ha scoperto che i bambini che sono stati lasciati giocare liberi all’aria aperta con i loro coetanei, senza il controllo di qualcuno, erano molto più loquaci,  emotivamente più espressivi, più energici, meno convenzionali. Al contrario quelli che sono stati costretti a una vita sedentaria, povera di giochi sociali e di movimento erano meno vitali, meno dotati di senso dell’umorismo e di immaginazione. 

A fare la differenza è la libertà di inventare: non c’è bisogno di guidare i bambini nel gioco, se lasciati liberi si divertono molto di più. Gray è convinto addirittura che il controllo e l’organizzazione degli adulti siano nocivi. Muoversi all’aperto, inventare giochi li rende molto meno esposti a depressione, ansia e narcisismo durante l’adolescenza. Sembra che le corse in mezzo ai prati, la libertà di inventarsi avventure faccia bene sotto tanti aspetti: i bimbi sviluppano competenze e interessi personali, imparano a prendere decisioni e a risolvere i problemi, a seguire le regole, a esercitare self control e a farsi degli amici. Attenti quindi alle troppe paure o a riempire di attività già organizzate la vita dei figli: care mamme portate pazienza per i ritardi a cena e per i pantaloni sporchi, meglio questi che ragazzi apatici e con poca inventiva che passano i pomeriggi di fronte alla playstation.

Andrea Lugoboni

 

Fonte: «Meno gioco nell’infanzia più disturbi nell’adolescenza», in Psicologia Contemporanea marzo-aprile 2012

Additional Info

  • Sottotitolo: Peter Gray, professore al Boston College: “Lasciate i bambini liberi di inventare i giochi. Così sviluppano competenze, imparano a prendere decisioni e a risolvere i problemi”

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Martedì, 17/10/2017

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