Educare al coraggio. Ma sì che si può superare questo ostacolo!

Nella camera da letto dei bambini la sveglia suona alle 7, ahimè bisogna alzarsi! Subito o aspettare un po’? La stanza è tutta sottosopra, mette a posto la mamma o lo fanno i bambini? Il nonno è in ospedale per un intervento, portiamo anche i ragazzi o si potrebbero impressionare?

Sono i dilemmi che ci presenta la vita quotidiana. Possiamo essere combattuti tra il preservare o meno i nostri figli da emozioni spiacevoli, problemi da risolvere, sforzi o impegni da affrontare, dolori fisici o morali da sopportare. La scienza e la storia di molti casi vissuti ci dicono che è positivo per la maturazione della persona e la formazione del carattere del bambino fargli affrontare gradualmente e con l'appoggio dei genitori anche le realtà spiacevoli o dolorose che fanno parte della vita. L'importante è che i genitori ci siano, come punto di riferimento e campo base al quale i figli possano tornare per farsi tranquillizzare, incoraggiare, nel caso l'impatto con la realtà li abbia spaventati. Privarli della possibilità di affrontare situazioni impegnative proporzionate alla loro età e alle loro possibilità, significa rallentare o anche danneggiare una loro maturazione armonica.

“Il punto è mantenere sempre un equilibrio tra difficoltà e soluzioni. "Se un bambino è costretto a superare problemi troppo grandi e in condizioni di abbandono non riesce con le sue possibilità cognitive a farcela. Ma se condivide una difficoltà con un genitore o un adulto amico che lo sostiene, il paesaggio interiore che si determina in lui è tutto diverso. Da questa esperienza può uscirne vittorioso", spiega la professoressa Cristina Castelli, ordinario di psicologia all'Università Cattolica di Milano e autrice del libro Resilienza e creatività (FrancoAngeli editore)”.

Un modo per abituare i bambini a rinforzare la loro capacità di affrontare i problemi della vita, è quello di suggerire e concordare con loro degli obiettivi che siano:

Concreti e specificati. Ad esempio, mettere da parte in un certo periodo 200 euro per la prossima gita scolastica.

Raggiungibili. L’obiettivo deve essere proporzionato alle possibilità del figlio: raggiungere la sufficienza in inglese nei prossimi 4 mesi.

Misurabili. Se un obiettivo non è misurabile non serve. Bisogna quantificare: leggere un libro al mese.

Tempificati. Entro 3 giorni, riuscire a eliminare gli oggetti della stanza che non servono più.

Accettati. Un obiettivo se è imposto funziona poco ed è poco motivante. Concordarlo invece con il figlio mette in moto la libertà e la responsabilità.

Un suggerimento è anche di "aiutare i bambini a disegnare i loro obiettivi e le tappe per raggiungerli. Li potranno illustrare su un cartoncino disegnando con pastelli colorati le piccole azioni che richiederà ogni tappa del percorso. Visualizzare il progresso verso l'obiettivo, giorno dopo giorno, incoraggia il bambino a proseguire nell'impegno scelto. Si possono attaccare anche foto, immagini, fare piccoli disegni, scrivere parole chiave. Il tutto colorato e vivace, in modo da dare la percezione quasi fisica che l'obiettivo si sta avvicinando". (M. A. Masino, Noi genitori e figli, n.153)
 

Additional Info

  • Sottotitolo: Suggerire ai figli obiettivi concreti e raggiungibili per favorire il rafforzamento dell’autostima, il superamento di paure e la capacità di affrontare situazioni difficili

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Mercoledì, 18/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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