L’ordine è utile, ma usiamolo con misura

Di Marco Manica

“In questa casa non si trova mai niente!”, “E’ mai possibile che quando cerco il cacciavite non lo trovi mai al suo posto!”, “Chi ha spostato questo vaso?”, “Dove sono finite le chiavi della cantina? Erano lì…”.
Le discussioni e le battaglie per l’ordine sono di casa in quasi ogni famiglia. Non solo con i ragazzi, ma anche tra adulti.
L’ordine sicuramente aiuta. Pulizia, le cose al loro posto, un piacevole senso di controllo sulla realtà. Inoltre risparmio di tempo e di discussioni, di corse all’ultimo minuto e…di arrabbiature.
Tuttavia non è il caso di farne una mania. Ci sono ragazzi che sono disordinatissimi con le loro cose e sono eccellenti studenti; come la mettiamo? Possiamo discutere con loro sui vantaggi dell’ordine, ma senza pretendere troppo: forse siamo noi genitori che diventiamo un po’ ansiosi vedendo le cose in disordine e allora possiamo cercare di ridurre la nostra esigenza di un eccessivo ordine.


Anna Oliverio Ferraris, psicoterapeuta e direttrice della rivista Psicologia Contemporanea, afferma che «Una scrivania disordinata può indicare una persona con molti interessi, presa da quel che fa, che non ha tempo per rassettare” (A. Lombardi, La Repubblica, 16.09.13). Prendiamo in considerazione questo aspetto positivo, quando affrontiamo la questione ordine, sia con i figli che con gli altri famigliari. «Un po' d' ordine – prosegue Oliverio Ferraris - aiuta a disciplinarci. Perché se è vero che la creatività si avvale del pensiero divergente, il sistema che permette di rompere con i modelli resistenti alla ricerca di soluzioni nuove, il pensiero logico è fondamentale. Senza essere ossessivi, ma certe regole aiutano a dare significato alle cose».

Secondo alcune ricerche il disordine può stimolare la creatività (studio condotto dalla Carlson School of Management dell' università del Minnesota). “Le persone immerse nel caos trovano le idee migliori, quelle più rivoluzionarie e utili. Alle stesse conclusioni, come racconta il New York Times, arrivano gli studi della Northwestern University, dove si dimostra la stretta relazione tra la capacità di disegnare immagini spettacolari e il disordine”. 

(M. Vincenzi, La Repubblica, 16.09.13).

Mettere ordine nell’ordine, quindi, né eccedere e pretendere che sempre e in ogni luogo sia tutto perfettamente a posto, né lasciar perdere e abbandonare ogni oggetto al suo destino.
Cominciamo col misurare i discorsi e i toni. Se ne può parlare in famiglia accordandosi su alcune regole condivise da tutti, chiedere ai ragazzi più collaborazione facendo loro notare i vantaggi dell’ordine, ma senza pretendere cambiamenti radicali e rapidi.
E saper attendere; ogni tanto tirare fuori qualche osservazione in modo benevolo e incoraggiante.

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  • Sottotitolo: Parliamone in famiglia, ma che non diventi una mania. Il disordine può stimolare la creatività

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Sabato, 21/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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