Se i bambini preferiscono le merendine… e non vogliono la verdura

«Mens sana in corpore sano» è una frase dello scrittore romano Giovenale che credeva che la salute dell'anima e del corpo fossero due cose entrambe degne della ricerca dell'uomo. Un proverbio che ci esce fuori dalle orecchie, ma che non smette di essere vero. Lo è tanto più per i nostri bambini, e questo non può che richiamarci al compito di un'educazione alimentare. Impresa che è facile solo all'apparenza, perché con i semplici divieti sembra che non si vada molto lontano. Così sostiene il pediatra Luca Ramenghi, che da una parte disapprova l'eccessivo consumo di merendine, ma dall'altra sostiene che «vietare è peggio».

In effetti anche Francesco Morricone, responsabile dell'unità operativa di diabetologia e malattie metaboliche dell'Irccs policlinico San Donato, conferma che nei prodotti preconfezionati spesso esistano molti grassi trans, tra i maggiori responsabili dell'accumulo del grasso nell'addome. Ma anche i prodotti con zuccheri semplici (fruttosio e saccarosio) sono da evitare. Usiamo il buon senso, dice Morricone, demonizzare non va bene, a volte la merendina ci può stare. Ma ci sono cose con cui bisogna essere talebani: le bevande zuccherate, che secondo una ricerca del new England Journal of medicine favoriscono l'accumulo di grassi e l'obesità.

La maggior parte dei genitori, continua Morricone, ragiona così: «Mi chiede la merendina, quindi gliela do». Ma non c'è nulla di più sbagliato. Bisogna abituare a una dieta sana nei primi anni di vita e i luoghi migliori per farlo sono scuola e famiglia. Luca Ramenghi, pediatra, sostiene che il momento migliore sono i primi due tre anni, e che la curiosità verso il cibo è massima nei primi dodici mesi. C'è poi uno metodo nuovo e originale che sembra funzioni: raccontare storie ai bambini sull'origine del cibo (le patate nascono sotto terra!) li incuriosisce e li spinge a mangiarli. Lo dimostra tra l'altro una ricerca della Colorado State University: ogni settimana i bambini conoscevano a scuola i food characters, i personaggi-cibo. C'era Rudy il ravanello, Bella il fagiolo, Corinne la carota ecc. Durante le ore di questo laboratorio un po' strano, venivano raccontate varie storie su questi cibi-personaggio e si cucinava anche. Comunque i risultati parlano chiaro: i piccoli che avevano preso parte alle attività erano molto più disponibili a provare nuovi cibi, e diminuivano i casi in cui sprecavano le pietanze. Il programma è ora usato in America per favorire abitudini alimentari sane.

Andrea Lugoboni

Fonte: Corriere della Sera, Angela Frenda

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  • Sottotitolo: Abituare i bambini a una dieta sana nei primi anni di vita. Raccontare storie sull’origine dei prodotti della natura li incuriosisce e li spinge a mangiarli

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Martedì, 17/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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