“Voglio diventare grande!”. Incontri e scontri con gli adolescenti

Siamo giunti a quell’età in cui il conflitto sembra una costante fastidiosa e irritante: l’adolescenza. S’installa nell’ambito familiare, scolastico, sociale in modo tale che le consuetudini relazionali sembrano essere sradicate. Dopo un periodo di “latenza” in cui le turbolenze sembravano sfociate in placidi e ridenti laghetti, ecco riacutizzarsi, talvolta con sfumature violente, la contrapposizione tra generazione adulta ed emergente.

Ci siamo già detti che il conflitto non è dannoso in sé, tantomeno a questa età in cui è fisiologico, marca la crescita quando ne sono sfruttate le potenzialità. L'adolescenza rappresenta dunque lo snodo evolutivo nel quale l’opposizione prende il posto della quiescenza, la diffidenza quello della fiducia, la differenza quello dell'uniformità. Ma il passaggio è delicato, non si possono perdere battute. L'opposizione adolescenziale può manifestarsi come negazione sistematica di ogni tradizione e, dunque, come vuoto di valori, cosa che rappresenta per il ragazzo e per la società il rischio esistenziale massimo. È il momento di fare il punto della situazione e interrogarsi, stringere i bulloni degli ingranaggi di coppia, cercare alleanze con i referenti delle altre agenzie educative e con i genitori degli amici che il minore frequenta. Insomma “fare squadra” per incanalare la forza della ribellione verso mete evolutive.

 

Quali sono i punti da considerare con attenzione facendone, se possibile, argomento di confronto e scambio di esperienze in gruppo tra adulti e tra ragazzi?

● La transizione all’età adulta è un compito complesso. Coinvolge anche i genitori, che si trovano in difficoltà di fronte ai comportamenti incoerenti dei ragazzi in oscillazione tra desiderio di autonomia e paura di affrontare il nuovo che irrompe nelle loro vite. Si ripropone la sfida educativa tra un’ottimale tutela della incolumità psico-fisica di chi sta crescendo e il necessario sostegno alla naturale esplorazione e affermazione di sé. È auspicabile che le generazioni di età maggiore non siano solo più in là negli anni, ma abbiano concluso con successo il tratto adolescenziale e “allenato” nel tempo la relazionalità propria e dei minori a loro affidati e, di conseguenza, possano poggiare su basi mature: sufficientemente sicuri di sé e dei propri valori da comunicare francamente, da valorizzare la diversità, rispettosi dei pensieri e sentimenti altrui, capaci di non interpretare le critiche o i pensieri negativi a loro indirizzati come attacchi personali.

● Il timore delle giovani generazioni -essere risucchiati da una parte e omologati dall’altra - ingenera fenomeni di aggressività. Già abbiamo visto come il bambino mette in atto movimenti di separazione che manifesta con i “no”. Ora il confronto si accende su aree di vitale importanza: la definizione e affermazione dell’ identità, del proprio valore e dei valori; l’allenamento di nuove competenze non ultima la capacità logico-deduttiva che li induce a “misurarsi” in interminabili “battaglie” di parole; il bisogno di appartenenza, origine di scelte apparentemente indiscriminate di gruppo.

 Attenzione! Il conflitto può essere esterno: la contrapposizione è tra bisogni, motivazioni, impulsi dell’individuo e forze esterne legate a una situazione, a un gruppo o a un altro individuo con bisogni e motivazioni divergenti. Tuttavia sempre ha una risonanza o un’origine interna: le forze che agiscono in direzione opposta sono avvertite internamente, e possono creare forti tensioni con conseguente assorbimento di energia psico-fisica. 

Giovanna Ferrari

Additional Info

  • Sottotitolo: “Fare squadra” per incanalare la forza della ribellione verso mete evolutive

Lascia un commento

Lunedì, 11/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

I più letti del mese

Contatti

Seguici

Ti trovi qui:Home»Macroaree»Rubriche»Relazioni e conflitti» “Voglio diventare grande!”. Incontri e scontri con gli adolescenti

Utilizziamo i cookie esclusivamente per consentire e facilitare la tua navigazione nel sito.

Se consulti il nostro sito, assumiamo che tu lo faccia liberamente e che sia d'accordo con quanto indicato sopra.