Esami: consigli per affrontare bene la maturità

Se Freud fosse stato italiano avrebbe dedicato gran parte del suo trattato sull’interpretazione dei sogni all’esame di maturità.

La sogniamo per tutta la vita, al contrario di altri esami che dimentichiamo un mese dopo averli sostenuti. No, la maturità è incubo per la vita, un incubo capace persino camaleonticamente di aggiornarsi. Se un tempo sognavo di dover sostenere l’interrogazione di matematica al posto di quella di greco (la mia maturità era quella da due materie con i commissari esterni), recentemente ho sognato che dovevo sostenere l’interrogazione di greco con la fu ministra Fornero che, di fronte al mio mutismo, stizzita mi garantiva che avrei pagato più tasse. (…)

Non c’è via di scampo, non ci sono consigli che vi salveranno da quest’esame. Ve la farete sotto, almeno un poco. Ed è giusto così.

Sì, perché non se ne può più di consigli per lenire la sofferenza fisica e psichica quasi si trattasse di un orrore. Quella sofferenza, quella paura, sono giustificate. Perché? Perché si tratta del primo vero serio esame della vita. E la vita è dolce e amara, altrimenti annoierebbe.
Non vi darò consigli su come allentare la tensione: tisane oppiacee, ore di sonno calcolate da algoritmi salutisti, trucchi per suggerire degni del miglior illusionista. Queste cose le sapete prima più e meglio di me. 
Il consiglio è uno solo ed è inattuale: studiate.
Studiate meglio e più che potete.
Preparate la tesina come un vero e proprio capolavoro, come se doveste scolpire la Pietà michelangiolesca.
E non fatelo per il voto o per fregare la commissione.
Fatelo per voi, per essere all’altezza di 13 anni di studi che vi hanno portato fino a lì e – si spera – vi trampolineranno nel futuro.
Fatelo per i vostri genitori che per 13 anni vi hanno seguito e hanno sofferto con voi, sobbarcandosi colloqui, ansie, paure e solenni incazzature.
Fatelo per i vostri insegnanti, quelli bravi, quelli che in questi 13 anni vi hanno dato qualcosa che non dimenticherete e che voi avete l’obbligo gioioso di restituire. 
E ricordate il verso di Shakespeare che ho usato come motto per la maturità dei miei ragazzi: “Quando l’anima è pronta, allora le cose sono pronte”.
Ma gli incubi li avrete lo stesso.

Alessandro D’Avenia - Questo articolo è stato scritto da Prof 2.0. - http://www.profduepuntozero.it/2013/06/14/consigli-inattuali-per-la-maturita/

 

Una prof e una ragazza dicono la loro

Una maturità assolutamente tranquilla, come avessi dovuto fare una passeggiata,

Da prof. non posso che concordare con i tuoi consigli, caro Alessandro! (…)

Ma devo sfatare un mito, quello di una maturità tanto universalmente spaventosa: io l’ho vissuta in maniera assolutamente tranquilla, come avessi dovuto fare una passeggiata, allo stesso modo di tutti gli esami successivi, da quelli universitari a quelli assolutamente assurdi e inutili della SSIS. Sarà perché nei precedenti 13 anni di studio avevo sempre dato il massimo e con passione, sarà perché la scuola mi aveva sempre dato ciò che volevo e il liceo classico anche di più, sarà perché fin dalle elementari sapevo che la scuola era il mio mondo e già da allora dicevo di voler fare l’insegnante, ma la maturità per me è stata, né più né meno, come qualche giorno di scuola in più.
A pensarci bene, però, effettivamente, la maturità è riuscita a preoccupare un po’ anche me, ma solo da quando devo affrontarla da insegnante e ho la responsabilità di preparare e accompagnarvi i miei alunni!
Forza, ragazzi, il mostro – vi assicuro – non è poi così cattivo!

Sara

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L’ansia c’è, eccome!...

Grazie per l’articolo! L’ansia sale ogni giorno sempre di più perché le cose da fare magicamente crescono e il tempo drasticamente diminuisce! Nonostante tutto, ho voglia di sostenere questa maturità! Si, ho voglia perché segna un traguardo di 13 anni di studi, di sogni e di lotte. Ho voglia perché ormai la scuola mi va stretta e per passare ad un livello successivo, passare questo esame, è inevitabile! La mia tesina mi rispecchia e la cura e la dedizione a preparala mi sprona per affrontarla nel miglior modo possibile. Esporre un cattivo elaborato significherebbe presentarmi come un prodotto scadente. Mi impegnerò ne sono certa e nel frattempo l’ansia sale.. anche scrivendo questo post, mi ripeto : “stai perdendo tempoooo”. Quindi scappo a studiare!
Sognatore, grazie per il pensiero! 

Giulia

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  • Sottotitolo: La paura è giustificata perché si tratta del primo vero serio esame della vita. E la vita è dolce e amara, altrimenti annoierebbe

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Mercoledì, 18/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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