Rispondere alle domande (anche difficili) dei bambini

«Perché devo fare quello che mi dici tu?», «perché tu sei la mia mamma?», «perché piove?», «dov’ero prima di nascere?». Chiunque abbia un figlio o abbia familiarità con i bambini conosce bene queste domande e tante altre simili. Sa anche quanto i più piccoli possano essere insistenti nel pretendere risposte convincenti e non approssimative.

Due filosofi hanno inaugurato un forum, «Help! My child is a philosopher» (http://www.mychildisaphilosopher.com/index.htm), destinato a genitori, nonni e insegnanti interessati a coltivare l’animo filosofico e le capacità analitiche dei bambini. Katarzyna de Lazari-Radek insegna etica e filosofia all’università polacca di Lodz e ha due figli. Peter Singer insegna bioetica a Princeton, ha tre figlie e tre nipoti. Insieme hanno dato vita a questo spazio virtuale filosofico, con lo scopo di scambiare racconti e di imparare dalle esperienze altrui, di confrontare i dilemmi sollevati dai più piccoli e, soprattutto, di incentivare la loro sterminata curiosità.

Ascoltare le domande dei bambini ci rivela la straordinarietà delle loro menti e spesso ci rivela anche la nostra inadeguatezza. Un po’ perché siamo abituati a dare molte cose per scontate, un po’ perché alcune domande sono molto complicate. 

«Che cosa è questo? Perché non funziona più?» e tanti altri interrogativi pongono agli adulti sfide a volte impossibili. Alcune di queste domande ci interrogano  su come è fatto il mondo, altre ci chiedono di sciogliere dilemmi morali o esistenziali. 

Non sarebbe facile discutere nemmeno con altri adulti di certi argomenti, e potremmo pensare che provarci con un bambino è proprio impossibile. Se però non ci scoraggiamo e tentiamo di farlo, potremmo scoprire che ripensare convinzioni e risposte consolidate negli anni potrebbe essere un esercizio affascinante e utile. Certo, non avremmo la garanzia di trovare le soluzioni, ma potremmo riuscire a formulare meglio le domande e a diradare un po’ di nebbia. (Chiara Lalli, Aiuto, il mio bambino è un filosofo, Corriere della Sera -  http://lettura.corriere.it/aiuto-il-mio-bambino-e-un-filosofo/).

8 consigli per come rispondere ai bambini

Ecco alcuni consigli che possono aiutare a tenere l’atteggiamento più adeguato quando un bambino ci pone una domanda.

  1. Ascoltare con attenzione, dimostrare interesse anche se la domanda ci sembra banale o assurda (per il bambino non lo è).
  2. Comprendere che cosa vuol sapere veramente il bambino, al di là del contenuto della sua domanda. 

Ad esempio: 

Bambino: “Mamma, perché Guido abita solo con la mamma, senza papà?”.

Mamma: “Guido te ne ha parlato? Come si trova?”

  1. Scegliere qualche breve testo da leggere insieme che offra informazioni sulla domanda che il bambino ha fatto.
  2. Rispondere sempre e subito. Se non abbiamo tempo in quel momento, la risposta potrà essere: “Scusa, Carlo, ma sto preparando in fretta la cena perché siamo in ritardo, ne possiamo parlare dopo?”
  3. Non giudicare o svalutare le domande con esclamazioni o battute: “Ma cosa ti salta in mente di farmi questa domanda?!”; “Di questi problemi ne parleremo fra tre anni”.
  4. Non scaricare la domanda al coniuge – “…questo chiedilo a papà/mamma – senza prima averlo concordato con lui. Una volta d’accordo papà e mamma, si potrà dire al bambino: “Papà/mamma ne sa di più su questa cosa, parlane con lui/lei”.
  5. Dare risposte semplici, brevi, ma esatte e convincenti, non approssimative. Non ingarbugliare la realtà, non arrampicarsi sugli specchi.
  6. Se non si sa cosa rispondere, dirlo al bambino e promettergli una risposta dopo che ci si è documentati. I bambini – e non solo loro – apprezzano l’onestà intellettuale.

La redazione

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  • Sottotitolo: Stimolare la curiosità e soddisfare il loro bisogno di sapere anche sui temi importanti della vita

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Lunedì, 18/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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