Genitori che ascoltano volentieri i figli

A volte basta poco per far stare bene qualcuno, per rompere il guscio della solitudine, per  fare un passo in quella direzione. Se di fronte abbiamo un dodicenne immuosonito e chiuso è molto più difficile, è inutile negarlo; ma si può comunque fare qualcosa, anche di piccolo, ma importante per un adolescente.

Amici Virtu@li>, il romanzo dello scrittore David Conati, racconta la storia del giovane Marco Borghesi, dodici anni, alle prese con una nuova classe. La strada è  in salita. Viene dalla campagna e si ritrova in una scuola di città, l’unico senza facebook, presto isolato, finisce per giunta per essere vittima dei bulli. E a casa non va meglio (i genitori sono separati tra l’altro). La pagina qui sotto racconta uno stralcio di conversazione in famiglia.

 

Marco, dodici anni, torna a casa dopo un pomeriggio di studio. Ad aspettarlo c’è la mamma.

- Ciao Marco
- Ciao ma'
- Dove sei stato?
- In biblioteca. Per poter fare la tessera e navigare in internet mi serve la tua delega sul modulo di iscrizione.

Le tendo il foglio con il sorriso più innocente del mondo. Lei lo prende, lo scorre velocemente, lo firma e me lo restituisce.

- Compili tu il resto?
- Sì, mamma.
- Bravo. Hai finito i compiti?
- Sì, mamma.

Rispondo meccanicamente mentre osservo il prestampato firmato. Ora è tutto a posto, penso.

- E’ domani che avete la verifica di Italiano?
- Su Dante, sì.
- Sei preparato?
- Sì, mamma.

Vado in camera mia, appoggio soddisfatto la delega firmata sulla scrivania, mi libero delle Superga e mi butto sul letto. Perché i genitori si preoccupano sempre di sapere se abbiamo finito i compiti?

- Per cena ti preparo gli hamburger con le carote, va bene?

E di sapere cosa vogliamo mangiare?

- Lavati i calzini che puzzano…

E di farci lavare?

- Marco?
- Sììì...
- Porti giù la spazzatura?

E di trovarci sempre qualcosa da fare? Di ascoltarci veramente però non si preoccupano mai. Sbuffo, tanto dalla cucina non vede certo la mia espressione. Mentre prendo il sacchetto e mi avvio alla porta mi ricordo dell'invito.

- Ah...Sabato sono stato invitato a un festa di compleanno.
- Da chi?
- Da una della seconda A.
- Come mai?
- Che ne so. Mi ha invitato. Posso andarci?
- Dov'è la festa?
- Al McDonald's che c'è in piazza duomo!
- Al McDonald's? Perché?
- Che ne so. Avrà una casa piccola.

Mentre scendo le scale sento che chiede:

- E come si chiama?

Ma ormai sono troppo lontano per rispondere.

Quante volte, troppe comandiamo e rimproveriamo i nostri figli. Magari pensiamo di sapere  cosa provano e ciò che è bene per loro. Laura Mattevi Dalla Torre mette in guardia da simili atteggiamenti nel suo ultimo libro Il ventaglio dell’educazione. Genitori e figli: crescere insieme. È molto più importante dice «sedersi accanto al figlio adolescente», parlarsi a tu per tu, permettere che circolino i suoi pensieri, desideri, emozioni, sentimenti.

«Bisogna perciò cercare di far silenzio dentro di sé e avere la pazienza di ascoltare pienamente». «Dovremmo imparare a sentire quello che agita l’animo segreto del figlio, cosa che è percepibile cogliendo quanto sta al di là delle parole» e non lasciandoci sommergere dall’ansia o dagli impegni e dai doveri.

 

Andrea Lugoboni

 

Additional Info

  • Sottotitolo: Sedersi accanto al figlio adolescente, parlarsi a tu per tu, permettere che circolino i suoi pensieri

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Venerdì, 20/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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