Mamme risparmiatrici, e la famiglia impara nuovi stili di vita

“Una ricerca condotta da Cermes Bocconi su un campione di 1.000 donne italiane mostra come, le nuove condizioni economiche globali hanno imposto non solo una battuta di arresto nei consumi ma anche  una riflessione critica sul modo in cui pratiche di acquisto poco responsabili, “fatte mettendo i prodotti nel carrello senza pensare realmente a quello che si sta facendo”, si siano consolidate nel tempo. Guidate da un pragmatismo diffuso, oggi le donne sono disposte a fare rinunce (89% del campione), soprattutto personali, a cambiare preferenze nelle marche acquistate, a fare scelte più oculate, dedicando più attenzione al processo di acquisto, a privilegiare la qualità sulla quantità, e anche a riscoprire il fai da te e  gli acquisti di gruppo” (Stefania Borghini e Francesca Valsesia, rispettivamente professore associato del Dipartimento di marketing e SDA assistant professor di marketing, Cermes Bocconi, 07.04.13).

Le donne risparmiano sull’abbigliamento, lo svago, la telefonia e ritornano alle cose fatte in casa.

E’ un fenomeno non solo economico, ma anche culturale ed etico, perché ci si accorge quanto alcuni dei consumi abituali possano essere futili. “Le consumatrici riscoprono il valore della sobrietà, della scelta oculata, come se i prodotti fossero notati con occhi nuovi e riacquistassero un valore differente. Per un rinnovato senso etico rivedono i consumi, rinunciano o rimandano gli acquisti non importanti, privilegiano le scelte di qualità, riscoprono il valore di riciclo e condivisione, con un urgente senso di ridurre al massimo lo spreco”.

Le donne stanno insomma dimostrando nei fatti e negli atteggiamenti che, nella quotidianità, il consumo etico in fondo è possibile. 

Questi nuovi comportamenti possono alimentare in famiglia un clima educativo molto efficace per rinforzare le qualità umane. Sobrietà, uso dei beni e del denaro, solidarietà, sono alcune delle virtù che anche i figli possono così apprendere dalla vita quotidiana. Le conversazioni in casa, i commenti sulle notizie trasmesse dai media, i messaggi pubblicitari costituiscono occasioni per orientare in direzione di uno stile di vita più equo, anche a beneficio di chi ha più bisogno.

In occasione della spesa, degli acquisti e delle attività abituali può nascere una conversazione che offra buoni input  ai figli.

“Che ne dici, che carne compriamo?...”

“Cioccolata! MMMhh!...possiamo aspettare sabato?”

“Ragazzi…, possiamo chiudere il rubinetto tra un risciacquo e l’altro dei denti?”

“Quante penne ti servono veramente?”

“Fabbrichiamo le figurine e poi giochiamo tutti insieme…”

“Questi pantaloni sono ancora buoni, basta dare due punti qui…”.

“Facciamo un salvadanaio per i poveri. Una parte di quello che risparmiamo nelle spese di casa, la mettiamo lì”.

Così, giorno per giorno, si costruisce una nuova visione della vita che facilita il miglioramento delle abitudini, la responsabilità verso gli altri, la sensibilità per il bene comune. 

 

Marco Manica

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  • Sottotitolo: Più responsabili le donne in tempo di crisi. Rivedono scelte di acquisto, abitudini personali e famigliari e mettono in discussione le proprie ideologie di consumo

1 comment

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    fabio mariuz Mercoledì, 29 Maggio 2013 08:10
    questo bellissimo articolo mi ricorda il lettino di mia figlia, ora felicemente sposata, che gira e rigira tra tutti i nascituri della famiglia gli è stato restituito alla nascita del suo primo bambino assieme a qualche abitino ben tenuto ed altre cose.
    evviva la sobrietà.
    Fabio

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