“Urgente, urgentissimo!”. Le false importanze

“E’ urgente, urgentissimo, non si può aspettare! E’ importantissimo!….” Usiamo i superlativi per caricare di patos le nostre convinzioni. Sovrabbondanza, eccessi, fretta (a volte immaginaria), ansia di rapidità.  Poi lentezza e calmissima nel riposo. Ore e ore di internet, tv: ma la fretta dov’è finita? Come se il tempo fosse elastico: lo vogliamo accelerare in alcuni momenti della giornata e rallentare in altri.
Immaginiamo di scattare una foto che ritragga l’evento urgentissimo, importantissimo, e di metterla in un cassetto. Immaginiamo di ritirarla fuori dopo due mesi. La osserviamo e ci domandiamo: “Era così importante? Così urgente? O c’erano cose - ci sono cose - che valgono di più e in ogni momento?”.

Marco Manica

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Lunedì, 11/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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