Mamme, non raccontate su Facebook i segreti dei figli

Accade, nonostante tutte le campagne di privacy che ci siamo sorbiti. Andrea ha sei anni. Da quando è iniziata la scuola, la mamma racconta su Facebook la giornata del figlio: la maestra «un po' in aria» e il «compagno povero», i capricci a mensa e la «bidella burina». Un’altra mamma ha raccontato nel suo profilo del brutto voto ricevuto dal figlio. Poi un' amica l' ha invitata a riflettere: «Che diresti se fosse lui a spiattellare su un sito i fatti tuoi?». Mamme (e papà) che raccontano troppo. Un po' come da sempre in ufficio, ma con qualche complicazione in più.
E’ vero che la mamma desidera la condivisione con il figlio, però non può sacrificare il senso del pudore del figlio, che è una difesa naturale della propria intimità. 

(fonte:  Paolo Casicci, I segreti dei figli raccontati su facebook, la Repubblica, 21 ottobre 2012).

La redazione

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  • Sottotitolo: Rispettare il senso del pudore, difesa naturale dell’intimità

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Sabato, 21/10/2017

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