Semplificare

Semplificare, che bello, che sollievo! La vita è così complessa e stressante che qualsiasi ragionamento o azione che ci offrano una scorciatoia e l'evitamento di complicazioni e ostacoli, sono più che benvenuti.
E' un meccanismo della nostra mente per non scoppiare, trattenendo tutte le informazioni che arrivano dal mondo. Semplifichiamo ad esempio l'altezza delle persone a tre categorie: alte, medie e basse, mentre la realtà è fatta di una moltitudine di altezze intermedie (cfr S. Asch, Psicologia Sociale).
Semplifichiamo anche nel pensiero, nei ragionamenti. A volte questo processo ci avvicina alla verità, altre ce ne allontana.


La semplicità è una cosa, la semplificazione è un'altra. Comunicare a un figlio le conseguenze dell'eccesso di alcol è semplice, non farlo supponendo che lui sia già informato è una semplificazione. E' semplice far riflettere sulle situazioni in cui si potranno trovare andando in vacanza da soli – lei 16 anni, lui 18 – nella casa al mare di una delle due famiglie; è invece semplificazione dare per scontato che lo sappiano già, oppure chiudere un occhio pensando che in fondo quello che potrà accadere non avrà più di tanto influenza sui due giovani. Dire "Ti chiedo scusa" se ho maltrattato qualcuno è semplice, far finta di niente ritenendo che in fondo non ho fatto nulla di male e che l'altro se ne dimenticherà è una semplificazione che molto probabilmente complicherà il mio rapporto con l'altro.
Viva la semplicità! Viva il pensiero snello e lineare! Viva andare al sodo senza perdersi in particolari inutili! Ma attenzione a non buttare via qualcosa di importante, attenzione a non saltare affrettatamente a conclusioni senza prendere in considerazione passaggi chiave. Portare a termine un pensiero, un ragionamento, con ordine, ripaga poi nella realtà della vita, le cose funzionano meglio. Rispondere alle seconde e alle terze domande che ci pone la nostra riflessione. Il tempo ci stringe addosso e lo viviamo come una costrizione anziché come un alleato, ma ne perderemo molto di più se non esauriamo la verità con tutte le considerazioni che servono per vivere una vita buona.
"Recentemente ho parlato con un giovane padre – scrive Susanna Tamaro - . A mio figlio, diceva, faccio vedere tutti i documentari e i film sugli animali feroci perché voglio che sappia come va la vita. E come va? gli ho chiesto. Va che sopravvivono i più forti, i più adatti. E gli altri? ho insistito. Soccombono, mi ha risposto con apparente saggezza. Hai mai pensato che un giorno sarai vecchio e debole e sarà tuo figlio a prendersi cura di te? La sua espressione è cambiata di colpo. Dopo un lungo e pensieroso silenzio mi ha risposto: No, non ci avevo mai pensato. Ecco, forse ora è giunto il momento di cominciare a pensare. Alle tigri e ai lupi il loro mondo, e a noi esseri umani lasciamo la delicatezza e la fragile complessità del nostro". (Susanna Tamaro, Raccontare il bene, con parole semplici l' Urgenza di ripensare al Bene e le Parole semplici per Raccontarlo, Corriere della Sera, 14.07.12).
Nella lingua tedesca il verbo si trova al termine della frase, devo quindi attendere la fine per capire il senso di tutto. Devo terminare di mettere insieme tutti i pezzi per prendere la decisione più prudente, per accertarmi di quale sia la verità.

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Venerdì, 15/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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