“Cari ragazzi, dovete sognare!”

Ragazzi, genitori, ecco argomenti che invogliano la conversazione in famiglia. Idee e consigli per i giovani, ma anche per chi non lo è più tanto e vuole rimanerlo nella mente e nel cuore. Vengono dalla penna simpatica e arguta di Beppe Severgnini, raccolti nel suo ultimo libro "Italiani di domani" (Rizzoli). Saggezza ed esperienza guidano il lettore nel percorso di miglioramento proposto dall'autore.

Talenti
Cominciamo dai i talenti, nel senso di predisposizione a. Ognuno ne ha in dotazione un gruzzolo - doni di natura -, l'avventura è scoprirli. "La ricerca del proprio talento non è soltanto una forma di convenienza e un precetto evangelico: è una prova di buon senso – scrive Severgnini -. Scoprire ciò che siamo portati a fare - qual è la nostra attitudine o predisposizione - richiede tempo". E richiede anche l'onestà di riconoscere, al momento del collaudo nella vita e nel mondo del lavoro, che non siamo adatti a quello che sognavamo, in cui brilla un altro che ci piacerebbe emulare. Invece sì funzioniamo bene da un'altra parte, che non ci aspettavamo.


Tenacia
Pazienza, fatica, tener duro, sopportare. Sono parole che fanno male, ma che conducono all'efficacia. Sono gli ingredienti della tenacia, "l'abilità di identificare un obiettivo e inseguirlo". Cercare con calma i risultati, sapendo che occorre seminare per raccogliere. E non basta: occorre conoscere semente e terreno.
Solo la costanza dei buoni comportamenti, che impongono metodo e coerenza, produce risultati. Le cose buone fatte saltuariamente servono poco.
"Noi italiani siamo i campioni mondiali del bel gesto, che richiede generosità e teatralità – commenta Severgnini -. Il talento non basta: occorre tenacia. Tra una persona talentuosa senza tenacia e un'altra tenace, ma senza talento, sarà quest'ultima a ottenere i risultati migliori".

Tempismo
"Talento e tenacia non sono sufficienti, bisogna possedere il senso del tempo. La consapevolezza che le cose cambiano, e noi cambiamo con le cose".
"Il mutamento dev'essere visto come un'opportunità, non una fonte d'ansia. Il tempismo - la capacità di cogliere il momento - è una qualità; l'opportunismo, un difetto. Il tempismo è la virtù di chi guarda il mondo che gli gira intorno, e trova l'attimo e il modo per salire a bordo. L'opportunismo è il vizio di chi pretende il turno, e non si diverte nemmeno".

Tolleranza
Quante volte usiamo espressioni come «assolutamente sì», «sicuramente», «senza dubbio»? Troppe, probabilmente. Coltivare le sfumature, tollerare l'imperfezione, modificare gli obiettivi. Quando i fatti cambiano, è sciocco non cambiare opinione.

Lealtà
Stabilire regole e rispettarle: non si ruba, non si mente, non si imbroglia: l'elenco è a cura degli utilizzatori. Contano i fatti e l'esempio, non le esortazioni e i proclami. Inoltre essere franchi nel manifestare le proprie idee e anche nel correggere  gli altri quando serve. "L'Italia non cambierà finché migliaia di voi, italiani di domani, non verranno da migliaia di noi - i vostri padri e le vostre madri, i vostri datori di lavoro, i vostri superiori - a dire: «Così non si fa».".

Ottimismo
Gli studiosi hanno spiegato che l'ottimismo si può imparare. E' un modo costruttivo di percepire noi stessi e la realtà, anche in situazioni difficili, e che ci spinge ad agire in funzione del miglioramento. I motivi per essere pessimisti ci sono sempre. Anche quelli per essere ottimisti. È una questione di atteggiamento. Anzi, di testa. "Motivi per essere ansiosi, irritati e delusi? Certamente. Ma ansia, irritazione e delusione non portano lontano. Un consiglio, quindi, che è anche una preghiera: siate indulgenti, e tirate diritto". Le recriminazioni? "Sono ancore nella sabbia, impediscono di prendere il largo" dice l'autore. "Le generazioni (gli imperi, le nazioni, i governi, le aziende, le famiglie, le coppie) si perdono per sufficienza, mollezza e cattive abitudini. Non a causa delle tempeste. Questa non è una giustificazione per noi, ma potrebbe essere una (piccola) consolazione per voi".

Marco Manica

Fonte: Beppe Severgnini, Cari ragazzi  dovete  sognare,  Corriere della sera, 16 ottobre 2012

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  • Sottotitolo: Riuscire nella vita migliorando se stessi. Idee e consigli di Beppe Severgnini nel suo ultimo libro

2 comments

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    Redazione Venerdì, 02 Novembre 2012 17:51
    Nell'azienda dove lavoro venne una giovane per alcuni mesi a sostituire la centralinista. Si rivelò molto veloce nell’apprendere l’uso delle apparecchiature, intelligente (laureata a pieni voti) e servizievole. Un giorno le chiesi di scrivere e spedire una raccomandata: non sapeva, non lo aveva mai fatto.
    Il problema di molti giovani oggi è trovarsi al termine degli studi privi di conoscenze e abilità indispensabili per affrontare la vita e il mondo del lavoro. Il libro di Severgnini contiene molti consigli in merito e non mi risulta voglia proporli in alternativa al Vangelo. E’ vero, l’etica non ci salverà, ma può costituire un argine all’anarchia e al caos. Sono d’accordo sulla via delle beatitudini, però, strada facendo, qualcuno deve pur occuparsi delle raccomandate.

    Marco Manica
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    Alberto Vardiero Lunedì, 29 Ottobre 2012 22:47
    Ma perché dovrebbero essere bravi (onesti, tenaci,ottimisti, morbidi,ecc.)?
    Per cambiare l’Italia‘? Per realizzarsi? L’etica non ci salverà.
    L’unica modello (citata in negativo : non ha mai detto ciò che ha detto Machiavelli ) è Gesù Cristo che invece non ha invitato a “salvare la propria vita” ma a perderla e fa sognare sul serio una grande avventura : quella delle beatitudini!
    Le pillole di "saggezza" somministrateci da Beppe Severgnini non incantano nessuno.

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