Susanna Tamaro: “Raccontare il bene con parole semplici”

Di Marco Manica


Ce lo insegna la pubblicità: ripetere e ripetere, anche se con brevi flash, con immagini e parole che durano pochi secondi, confezionati con regia magistrale. Ripeti e ripeti ed è fatta: noi compriamo, ci lasciamo persuadere, anche al minimo se vuoi, ma i messaggi riescono a penetrare. La presentazione affascinante, con musiche, immagini e parole coinvolgenti ti inducono a comprare.
Così accade con i comportamenti. Se assistiamo più volte a determinate azioni, nei media e nella vita sociale, è facile che un po' alla volta passi la convinzione che si tratti di qualcosa di "ormai" normale, anche se anni fa la respingevamo con decisione.
Gli adulti si possono difendere meglio, ma i bambini?


"Il grande impatto delle immagini violente e distruttive che, con straordinaria abbondanza, invadono il sistema sensoriale dei bambini fin dalla più tenera età. Dal seggiolone, un bambino di pochi mesi assiste dalla televisione eternamente accesa ad ogni forma di violenza, violenza che si imprime in maniera indissolubile nella sua rete neuronale. Quando poi approderà al mondo dei videogiochi non è improbabile che uno dei suoi primi divertimenti consisterà nello sparare, fare esplodere e squartare". (Susanna Tamaro, Raccontare il bene, con parole semplici, Corriere della Sera, 14.07.12).
Occorre tempo, occorre dialogo da dedicare ai figli, per spiegare, per far scoprire comportamenti alternativi buoni, per disintossicarli. Lo so è impegnativo; lavoro e stanchezza incalzano. Ma solo la relazione personale, l'affetto genuino e il dialogo tranquillo possono far tornare i bambini e i ragazzi alla realtà della vita-vita, non della vita-virtuale-immaginaria e spesso distruttiva.
"Se a dieci anni un bambino ha già assistito a ottomila omicidi è molto probabile che la fisiologia del suo sistema nervoso abbia incorporato l' idea che quella sia una via normale per risolvere un problema. E quando poi il problema si porrà il suo corpo ci metterà davvero poco ad aderire a questo programma perché non conosce - e non gli sono state insegnate - altre vie per affrontare le difficoltà e le delusioni della vita. Ma come, adesso che è tutto finito, perché non si rialzano? mi ha chiesto una volta un bambino, passando vicino ad un grave incidente stradale. Già, perché nei videogiochi succede sempre così: i corpi virtuali si ricompongono, sempre pronti a una nuova avventura". (Susanna Tamaro, cit.)
Il padre di una figlia tredicenne con cui i rapporti non sono idilliaci, approfitta della serata in cui la moglie e gli altri quattro figli sono fuori città, per portarla fuori a cena. Una cenetta con il papà solo per lei, in una pizzeria che le piace. Ecco, lì quante confidenze si possono sciogliere e si scioglie anche il papà che è un tipo piuttosto ruvido. Poi una passeggiata insieme per la città a prendere il gelato. Quei discorsi fatti quella sera sai il valore che hanno?! Sai che impatto nel futuro il ricordo di quella serata che fa muro di contenimento al veleno e alla spazzatura, all'odio che arriva da fuori?!.

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  • Sottotitolo: Con l’affetto e il dialogo aiutiamo bambini e ragazzi a riconoscere le realtà buone che ci offre la vita

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Domenica, 17/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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