Contro il Cyberstalking

Una lettrice di Io Donna (12.05.12) scrive: "Dopo un po' che stavo in rete mi sono tolta da tutti i social network. C'è troppo odio, troppa cattiveria, troppi insulti gratuiti, troppa irresponsabilità. Uno va lì e crede di poter dire quello che vuole. Facevo il pieno di cattiveria tutti i giorni, e mi avvelenava. A un certo punto non ce l'ho fatta più..."


Lo so, lo so – risponde Marina Terragni - . Si tratta di cyberstalking, fenomeno conosciuto benissimo da noi blogger donne. Ma io non credo che si debba scappare. La fuga non è mai la soluzione. Si deve stare lì e "bonificare" con pazienza, fermezza e senso di giustizia. Chiamiamola autodifesa non-violent.
Bonificare, rendere buono o meno pericoloso un terreno insidioso. In situazioni che "avvelenano" una soluzione è quella di scappare: prudente, se rischio di essere contaminato. In questo modo però il veleno dilaga, non ha chi lo fermi. Se sono abbastanza immunizzato posso provare a mettere parole commestibili e nutrienti in mezzo alle parole tossiche scagliate da altri. Vale per il cyberspazio, ma anche per molte altre situazioni della vita in cui incontriamo altre persone che non sempre sono guidate da intenzioni buone.

Marco Manica

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  • Sottotitolo: La fuga non è mai la soluzione. Si deve stare lì e "bonificare" con pazienza, fermezza e senso di giustizia

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Venerdì, 20/10/2017

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