Giornali & politica: c’è bisogno di informazioni più trasparenti

Sarebbe auspicabile maggiore chiarezza nelle notizie e dichiarazioni sulla situazione che stiamo vivendo in Italia. Non solo economica, ma sociale, politica, familiare, perché di fatto sono le famiglie e le singole persone che vengono coinvolte nelle decisioni di chi ci governa.

I media ci fanno sapere come stanno le cose?
Bisogna districarsi tra appelli, rassicurazioni, quasi-speranze, suggestioni: un linguaggio, una comunicazione che  trasmette in certi casi suggestioni più che informazioni. "Ci sono segnali di ottimismo, il risanamento favorirà la crescita anche se non nell'immediato" (Mario Monti). Segnali: alcuni? Molti? Quali? E ottimismo per chi? Il risanamento? Attinge alla tassazione dei cittadini, alla lotta all'evasione fiscale, alla riduzione della spesa pubblica, o a cos'altro? Le parole sono scelte, per raggiungere un determinato obiettivo. Possiamo chiederci quale effetto esercitano sui lettori le dichiarazioni che leggiamo nei giornali.

"L'Italia può farcela"
Il presidente Mario Monti in una conferenza stampa al salone del mobile a Milano: "Il momento è difficile ma l'Italia può farcela". (Il Sole 24 ore, 22.04.12). "L'Italia può farcela", quel può non si sa se sia un segnale di speranza o di incertezza. Bisogna anche indovinare quale Italia può farcela: l'Italia della finanza, dell'industria, delle famiglie? Perché non sempre tutti i cittadini godono dei benefici che un provvedimento di legge vorrebbe produrre. Infatti un altro titolo comunica: "Le banche sono salve ma per le famiglie e le imprese i prestiti restano difficili" (La Repubblica, 22.04.12). Tuttavia Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia, afferma che "Le condizioni del credito si stanno normalizzando, stanno migliorando...Il problema non è l'assenza di credito, è indubbio che la competitività del sistema italiano è peggiorata, soprattutto a causa di una crescita bassa della produttività, ma bisogna insistere e le condizioni per farlo  ci saranno"  (La Repubblica, 22.04.12). Quindi? Le cose come stanno veramente?

In molte dichiarazioni c'è anche un ma...
Il viceministro dell'economia Vittorio Grilli rassicura: "La fase acuta della crisi è superata" (La Repubblica, 22.04.12).
Altre frasi che ci possono lasciare perplessi: "I sacrifici che ci stanno salvando", "In Italia il migliore bilancio primario 2011-2013 tra i paesi avanzati", "Stiamo percorrendo la strada giusta. Ma non abbiamo ancora finito", "L'economia è in recessione, ma gli enormi sforzi sul fronte fiscale ci tengono lontani dal gorgo della Grecia e ci distinguono dalla Spagna". In molte dichiarazioni c'è un ma cautelativo: il risultato quale sarà?

"Consolatorie dichiarazioni ufficiali"
D'altra parte si leggono affermazioni in direzione completamente diversa. In un articolo de Il Sole 24 Ore del 22 aprile leggiamo che "anche il nostro Paese vede la situazione generale in continuo peggioramento, mentre le consolatorie dichiarazioni ufficiali si riducono a promesse non mantenibili né di crescita, e neppure di sicuri pareggi di bilancio, indifferenti all'aumento della disoccupazione, al fallimento delle imprese, e alla distruzione dello stato sociale. Tutto ciò purtroppo viene nascosto dalla dichiarazione che non siamo ancora come la Grecia. (...) Insomma, i programmi di austerità e il loro continuo irrigidimento portano, come ormai è evidente, a peggiorare lo stato di depressione, dal quale sarà sempre più difficile uscire per l'Europa intera" (L'euro non è reliquia barbara, di Guido Rossi, Il Sole 24 Ore, 22.04.12).

Parliamone in famiglia, rendiamo tutti più consapevoli del significato più o meno chiaro delle notizie che riceviamo. Un'informazione più trasparente ci starebbe bene.

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Domenica, 17/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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