Lo sguardo dell'amore

Sabriye Tenberken, nata vicino a Bonn nel 1970, è una giovane determinata e coraggiosa. E cieca. Per colpa di una malattia, fin da bambina ha perso del tutto la vista. L'handicap però non le ha impedito di realizzare il suo sogno più grande: fondare in Tibet una scuola per bambini ciechi, dove insegnare loro a leggere e scrivere. Come ha fatto.

"Può sembrare assurdo – racconta Sabriye -, ma la cecità mi ha resa più fiduciosa nelle mie capacità e quando divenni completamente cieca, fui più consapevole anche di tutti gli altri sensi. E mi resi conto che c'erano altre cose, oltre alla vista, sulle quali potevo concentrarmi".

Durante gli anni dell'università Sabriye scopre che in Tibet ci sono più ciechi che in ogni altra parte del mondo. E sono i bambini a pagare il prezzo più alto di questa drammatica condizione.

Oggi Sabriye vive per buona parte dell'anno a Lhasa, dove guida ventisei bambini, tre insegnanti, due governanti, un cuoco e un autista. I bambini leggono e scrivono grazie al Braille e studiano tibetano, cinese, inglese e matematica. L'insegnamento più importante che ricevono da Sabriye, però, è quello di imparare ad apprezzare fino in fondo la vita, per renderla ogni giorno piena e appagante.

(Antonella Galli, Lo sguardo dell'amore, in Missione Salute, marzo-aprile 2012)

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  • Sottotitolo: Sabriye, una giovane cieca che insegna a leggere e a scrivere ai bambini del Tibet

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